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Quirinale, Draghi va e lascia il suo commissario a Chigi. Il Parlamento ormai privato di ogni dignità

Pubblicato il 28/10/2021 10:35

La corsa al Quirinale si fa sempre più serrata, e di conseguenza quella a Palazzo Chigi. Visto che ormai è sempre più probabile che il prossimo presidente della Repubblica sarà l’attuale presidente del Consiglio, i partiti si stanno facendo la guerra per accaparrarsi la poltrona che lascerà libera il premier. I loro piani, però, sembrano rovinati proprio da Draghi stesso, il quale ormai decide tutto (insieme ai suoi sponsor). L’idea, raccontata in un retroscena su La Stampa da Federico Capurso, è questa: Draghi va al Quirinale e lascia a Palazzo Chigi l’attuale titolare del Tesoro Franco. Praticamente il suo commissario. (Continua a leggere dopo la foto)

Non è un caso che quanto accaduto col ddl Zan venga visto da molti commentatori come la prova generale per l’elezione del presidente della Repubblica. Conte ha detto chiaramente a Enrico Letta che si deve stringere un patto “su un nome che piaccia anche ai moderati di centrodestra. Che vada bene, quindi, a Silvio Berlusconi – una volta che la sua candidatura sarà naufragata – e magari anche a un pezzo della Lega. L’accordo si può trovare sul nome di Mario Draghi”. Ma non basta. (Continua a leggere dopo la foto)

È necessario assicurare ai parlamentari che la legislatura non finirà con la salita al Colle dell’attuale presidente del Consiglio, altrimenti nessuno si prenderà il rischio di tornare alle urne in anticipo. Scrive Capurso: “Ecco perché, per traghettare la legislatura fino alla sua naturale scadenza, nel Movimento inizia a circolare l’idea di proporre l’attuale ministro dell’Economia Daniele Franco. Un profilo inaspettato, visti i trascorsi non proprio idilliaci tra Franco e i grillini ai tempi del Conte I”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma è ragionevole pensare che dietro questa possibilità ci sia Draghi stesso, il quale sarebbe ben felice di avere un suo fedelissimo a Chigi, mentre lui svolgerà altre mansioni dal Quirinale. Sarebbe così un dominio, e il Parlamento sarebbe così privato di ogni dignità. Ora, a sentire i Cinque stelle, “di Franco ci possiamo fidare”, si sente dire nel corso delle più recenti riunioni. “È una persona per bene”, aggiungono.

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