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Draghi fa le prove di “passaporto vaccinale”. Ecco il pass per spostarsi tra Regioni

Prove generali di passaporto vaccinale. Un po’ mascherato da autocertificazione un po’ spacciato come necessario per andare agli eventi o spostarsi tra le regioni in vista delle nuove riaperture. E così ora Draghi e il suo governo studiano il Pass. La novità è stata infatti annunciata dal premier in conferenza stampa ieri a Palazzo Chigi. E non mancano le preoccupazioni – come sottolinea Il Tempo – per la “vigilanza” dei cittadini attraverso lo strumento per partecipare a eventi, concerti, avvenimenti sportivi. (Continua a leggere dopo la foto)

La misura del pass regionale lanciata da Draghi parlando delle riaperture progressive che interesseranno il Paese dal 26 aprile non è ancora definita nei dettagli ma filtrano diverse indiscrezioni. “Saranno consentiti gli spostamenti tra regioni gialle e si introduce la novità del pass per gli spostamenti tra regioni di diverso colore. Il pass attesterà la sussistenza di una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test covid negativo in un arco temporale da definire (forse 48 ore), avvenuta guarigione dal Covid (forse da almeno sei mesi)”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Inoltre, chi ottiene il pass ha la possibilità di: “Spostarsi liberamente nel territorio nazionale e di accedere a determinati eventi (culturali, sportivi) riservati ai soggetti muniti del documento”. Per ora si tratta di un work in progress, un’ipotesi, come spiega l’AdnKronos. “Durante la cabina di regia, il premier Mario Draghi su impulso della Ue avrebbe proposto l’introduzione del pass. La proposta avrebbe avuto l’ok dei ministri presenti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Impulso della Ue? Già perché – scrive ancora Il Tempo – il pass non sarebbe altro che una anticipazione del passaporto sanitario che l’Europa varerà tra giugno e luglio, come riporta Repubblica. Oggi il Comitato tecnico scientifico si riunirà per studiare come funzionerà ma filtra dal ministero del Turismo guidato dal leghista Massimo Garavaglia l’indiscrezione che per il momento sarà cartaceo, bisognerà provare con certificato medico di aver avuto la malattia da meno di 6 mesi, essere vaccinati o aver fatto un tampone nelle 48 oe precedenti al viaggio o alla partecipazione a un evento.

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