in

Doppio ruolo e doppio stipendio: il ritorno di Rocco Casalino, tra mille polemiche

Di assumere i panni del leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte non sembra avere fretta, almeno a giudicare dai tempi, lunghissimi, che stanno segnando la sua ascesa al vertice. Quel che è chiaro, però, è che nel partito che verrà un ruolo centrale spetterà a lui, Rocco Casalino, il portavoce più onnipresente nella storia della politica italiana. Da anni braccio destro di Conte, l’ex Grande Fratello non poteva rimanere certo lontano dai riflettori troppo a lungo. Ma il suo ritorno in scena è già accompagnato da polemiche feroci.

Doppio ruolo e doppio stipendio: il ritorno di Rocco Casalino, tra mille polemiche

Casalino si era preso qualche mese per promuovere il suo libro, con tanto di tour. Poi ha atteso le sorti di Conte, che ha perso le chiavi di Palazzo Chigi ma si è ritrovato in tasche, per gentile concessione di Grillo e Di Maio, quelle per la stanza dei bottoni del M5S che verrà. E così il portavoce è subito scattato in avanti per reclamare un ruolo di rilievo, ovviamente accontentato: si occuperà di “coaching tv”, “analisi strategica delle tecniche di comunicazione radiotelevisiva” e “analisi delle performance”. Tradotto, spiegherà agli onorevoli pentastellati come comportarsi davanti alle telecamere, correggendoli di volta in volta in caso di imbarazzanti scivoloni.

Casalino, dunque, di nuovo al vertice della comunicazione Cinque Stelle. Con tanto di doppio contratto firmato con i gruppi di Camera e Senato, visto che dovrà occuparsi della formazione degli esponenti di entrambe le Camere. E immancabili polemiche: un doppio incarico prevede, ovviamente, un doppio stipendio, con diversi onorevoli del Movimento che hanno subito alzato la voce ritenendo che le pretese economiche dell’ex Grande Fratello fossero troppo alte.

Il Foglio aveva scritto nei giorni scorsi di una querelle nata tra Casalino e Davide Crippa, presidente dei deputati grillini, proprio sulla spinosa questione: “A quanto pare, Casalino avrebbe voluto quanto guadagnava a Palazzo Chigi, 150 mila euro. Mentre i deputati grillini ne avrebbero offerti ‘solo’ 60 mila”. Su quale cifra definitiva ci si sia alla fine accordati, non è dato ancora saperlo. Repubblica scrive però di proteste di alcuni onorevoli che considerano “troppo alto” il compenso percepito dal portavoce più potente della politica italiana.

Ti potrebbe interessare anche: “Era ed è un insulto”. Il ddl Zan non serve: la sentenza della Cassazione sugli insulti sessisti lo conferma

Milano, Far West Ferrovie: ancora un’aggressione ai danni di un capotreno

Toti: “Il via libera agli Open Day lo aveva dato una lettera del generale Figliuolo”