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Divisioni e ghettizzazioni, l’Austria non fa meraviglia

Premesso che solo in Italia abbiamo un lasciapassare per andare a lavorare (motivo per cui le piazze si animano in segno protesta), fa discutere l’annuncio dell’Austria di chiudere in lockdown solo coloro che non si sono vaccinati.
Onestamente non so – e mi interessa poco – sapere come si concretizzerà e se si concretizzerà questo passaggio, ma di sicuro metterei le barricate se una simile azione fosse replicata in Italia. La ragione è molto semplice: in nome dello stato di emergenza, lo Stato e le sue regole stanno perdendo ogni senso acquisendo caratteristiche discriminatorie, confortate da un racconto martellante su stampa e televisione esasperante. Un apartheid velato di “giusta causa”.

Riprenderò l’assurdità austriaca qualche riga più avanti, prima però vorrei mettere a fuoco l’ostinato atteggiamento di quelle testate e di quei programmi che continuano a piegare le notizie al netto di ciò che realmente accade in piazza e nei luoghi di lavoro. Sono settimane che partecipo alle marce di Milano e non una volta che fosse una il racconto è stato onesto. Anche nel riportare i fatti di sabato i taccuini si sono fermati sono un vecchio arnese con passato nelle Brigate Rosse (se è pericoloso perché sta ancora fuori? Com’è possibile che partecipi a queste manifestazioni?) e su un gruppetto di nostalgici fascistoidi; tutta roba che se i giornalisti non l’avessero riportato nessuno lo avrebbe saputo perché non guidano nulla, non coordinano nulla e soprattutto non contano nulla. Contano solo perché il circo dell’informazione ha bisogno dei suoi nani e dei suoi pagliacci.

Dentro quella manifestazione invece ci sono anziani, disabili, coppie, famiglie, cittadini come tanti, ognuno con la propria storia. Gente assolutamente fuori da qualsiasi strumentalizzazione che settimanalmente viene colpita da giornalisti pigri o disonesti, a cui il mestiere del racconto non interessa più. Se non per assurgere a “vittime” delle piazze e dei facinorosi, quando qualcuno li manda a quel paese.

Con questo clima di divisione e di ghettizzazione a norma di legge, arriviamo alla scelta del governo austriaco. Una scelta pericolosissima perché smonta qualsiasi tipo di costituzione democratica, subordinando i diritti fondamentali a un vaccino. Mai al mondo una cosa così. Non vorrei che l’Italia – dove il fanatismo ha raggiunto livelli preoccupanti – oltre ad avere strutturato un lasciapassare per lavorare (allo scopo di aumentare le prime dosi) si arrivasse a parlare, a proporre e varare un principio siffatto. Sarebbe ulteriore benzina sul fuoco. Ci pensi bene chi va in televisione a insultare chi si avvale del diritto dello Stato a poter scegliere: un lockdown formato apartheid diventa un atto ostile.
Ps. Tutto questo ovviamente avviene mentre da due settimane si discute di rigurgiti fascisti e si fa la morale a Polonia e Turchia sui diritti. 

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