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“Distrubi dell’apprendimento e disagi”: le conseguenze delle scelte di Draghi e Speranza sui ragazzi italiani

Una bocciatura netta, forte, alle politiche del governo italiano e in particolare a quelle adottate da Mario Draghi e Roberto Speranza sul fronte scuola. Una stroncatura non arrivata, si badi bene, da questa o quella forza di opposizione del governo, bensì direttamente dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità: l’Oms ha infatti ricordato in queste ore come la pandemia di Covid abbia creato la più grande interruzione del sistema scolastico nella storia, colpendo quasi 1,6 miliardi di studenti sparsi in tutto il mondo. Con l’Italia che, complessivamente, non fa certo la parte del leone nella gestione dell’emergenza.

Secondo i calcoli Oms, infatti, nel nostro Paese sono andate perdute complessivamente 38 settimane di lezioni, numero decisamente più alto rispetto per esempio alla Germania (15), alla Spagna (15) o alla Francia (12). Una scelta, quella della chiusura prolungata, che avrà conseguenze “enormi in termini di perdita di apprendimento, salute, benessere e abbandono scolastico”. Un allarme confermato dalle testimonianze degli insegnanti raccolte nel frattempo da Repubblica: “Gli studenti di terza elementare fanno ancora tanti errori con le doppie, hanno problemi di comprensione del testo e in matematica”.

Già nelle scorse settimane, Raffaela Milano di Save the Children aveva spiegato: “Per capire l’impatto della pandemia su questa generazione, basta prendere in considerazione la scuola secondaria di primo grado, dove più di mezzo milione di studenti che frequentano oggi la terza media non ha mai vissuto pienamente gli ambienti di apprendimento che la scuola offre: si sono destreggiati tra dad, quarantene, did, non potendo in molti casi fare nemmeno una vera e propria ricreazione con i compagni o partecipare a gite o altre attività extrascolastiche”.

L’Oms ha ricordato che la scuola fornisce un apprendimento essenziale e che, nel momento in cui gli istituti restano chiusi, i bambini e i ragazzi vengono privati di fondamentali occasioni di crescita e di sviluppo. Una stroncatura forte per le politiche messe in campo dal governo Conte prima e Draghi poi: il primo ha adottato chiusure e restrizioni come unica possibile arma di contrasto al Covid, il secondo impedisce ancora agli italiani di tornare alla loro vita di sempre. Come testimoniato, tra le tante cose, proprio dall’obbligo di mascherina ancora vigente a scuola.

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