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“Il lockdown è stato inutile”. Cts, scioglimento e confessioni. Il prof Greco scopre le carte

Pubblicato il 02/04/2022 13:03 - Aggiornato il 07/12/2022 17:59

Dal 1° aprile l’Italia ha finalmente salutato il Cts, quel Comitato Tecnico Scientifico che in due anni ha causato solo dolori alla popolazione, favorendo, consigliano o avallando decisione scellerate nel contrastare il Covid. Con l’addio alla struttura è dunque anche tempo di bilanci, che ovviamente sono tutti negativi. E sono gli stessi membri, ora, a scoprire le carte, affermando ad esempio – come se fosse cosa da poco – che “anche i lockdown più duri non hanno contrastato la diffusione del virus”. È questa infatti l’ammissione più grave di quell’errore fatale nella guerra al Covid. Come si legge su La Verità, “non sono trascorse neppure 48 ore dallo scioglimento del Comitato tecnico scientifico che arriva la prima rivelazione fuori dal coro. Poi la seconda: «Le misure di contenimento non hanno avuto efficacia scientifica ma costi sociali certi». La terza è uno schiaffo a reti unificate: «Il nostro errore più grande è stato lasciare la comunicazione in mano a virologi autonominati ma senza esperienza specifica»”. (Continua a leggere dopo la foto)

Quanto sarebbe bello ora che tutti quanti venissero a chiederci scusa, a noi e a tutti quelli che fin dall’inizio evidenziavano queste cose provando a fare controinformazione. Venivamo tacciati di essere no vax, di essere complottisti, di essere antiscientifici. E invece ecco qua che ora la verità viene a galla. Ce ne facciamo poco della ragione, certo, di fronte al costo sociale enorme che queste misure hanno avuto. Donato Greco, scienziato che per un anno ha fatto parte del Cts e del Politburo dei burattinai che hanno scandito la vita del Paese, dietro ai quali si è sempre riparato il ministro Roberto Speranza, appeso il camice ministeriale al chiodo, l’advisor di 30 commissioni dell’Oms con 250 pubblicazioni internazionali nel curriculum, decide di togliersi dalle scarpe non sassolini ma meteoriti che incrinano «ex post» le scelte del potere sanitocratico. (Continua a leggere dopo la foto)

Lo fa a “Un giorno da pecora” su RaiRadio1. Come commenta La Verità che ha ripreso il suo intervento, sono stati “cinque minuti liberatori per chi ha provato anche nei giorni più dolorosi a mantenere acceso il cervello e a seguire la strada del dubbio”. Il professor Greco ammette: “La più grande difficoltà del Cts è stata dover suggerire misure di contenimento e mitigazione la cui efficacia scientifica era debole mentre i costi sociali ed economici erano certi. Qualunque chiusura, a cominciare dalle scuole fino alle restrizioni delle attività commerciali, non è riuscita a contrastare la diffusione del virus come poi si è visto”. Un’accusa frontale, un uso non casuale del verbo “suggerire” che conferma che le scelte sono state politiche e le istituzioni hanno usato “l’evidenza sanitaria” come foglia di fico. (Continua a leggere dopo la foto)

Quanto al vergognoso lockdown di contiana memoria, Greco parla di errore madornale. “Anche l’isolamento più duro del marzo 2020 non ha sortito nessun effetto sul contenimento dell’epidemia”. Una sentenza, una pietra tombale di cui qualcuno ora dovrà rispondere. “L’errore più grande del Cts è stato non aver prodotto comunicazione. Si è dato spazio a una serie di virologi autonominati che l’hanno gestita. È vero, abbiamo tenuto una conferenza stampa ogni settimana, ma senza impatto mediatico perché tutti gli spazi erano occupati. Noi abbiamo rispettato un vincolo di riservatezza mentre le virostar hanno avuto accesso ai media in modo intenso pur non conoscendo le informazioni di chi era in prima linea e non avendo esperienza specifica”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Greco: “Ho lavorato in più di 50 epidemie e inevitabilmente spuntano esperti autonominati che i media scelgono anche per le loro capacità comunicative. C’erano colleghi con la qualifica di infettivologi clinici, bravi per le terapie ma di sanità pubblica non ne sapevano niente. Bassetti? Chi discuteva sempre le decisioni del governo era esasperante. Pregliasco? Si è sempre occupato di virologia dell’influenza. Zangrillo? È un rianimatore, non ci azzecca. Crisanti? È un polemista, bravissimo con le zanzare e personaggio molto discusso nel mondo accademico. Viola è immunologa e biologa, brava nella comunicazione sociale”. Amen.

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