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Crisi, tutti hanno fretta: in ballo ci sono 500 poltrone da sistemare

C’è una crisi da risolvere in tutta fretta, in questi giorni concitati. Per il bene degli italiani? Macché, quelli il governo li ha da tempo abbandonati al loro destino. Piuttosto, urge salvare poltrone preziose, quelle degli esponenti di punta del Conte bis, e poi concentrarsi sulle partecipate. Un rebus di incarichi e nomine che pareva avviarsi a conclusione e che, però, è stato complicato dalle dimissioni del presidente del Consiglio, intento ora a cercare sostegno per dar vita al suo terzo esecutivo consecutivo. Manager e fedelissimi di tutta Italia sono così in fibrillazione, in attesa di novità che permettano di capire chi, alla fine, riuscirà a spuntarla e ottenere una posizione di rilievo.

Crisi, tutti hanno fretta: in ballo ci sono 500 poltrone da sistemare

Di sicuro, il passo indietro di Conte ha avuto effetti sull’evento “Obiettivo Italia 2030”, organizzato dal viceministro Stefano Buffagni insieme all’università romana Luiss. Appuntamento al quale avrebbe dovuto prendere parte il premier e che avrebbe dovuto focalizzarsi sull’impiego delle risorse del Recovery Fund, le briciole che l’Europa ci lascerà gestire nei prossimi mesi. Tutto rimandato a data da destinarsi, visti i recenti sviluppi. A una primavera che però si prospetta già molto calda su un altro fronte. Quello, appunto, delle nomine.

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Crisi, tutti hanno fretta: in ballo ci sono 500 poltrone da sistemare

Il centro studi Comar ha calcolato che nei prossimi mesi andranno infatti a rinnovo circa 500 incarichi nell’amministrazione pubblica, tra consigli di amministrazione e collegi sindacali. Potrebbero essere anche di più, considerando anche il cda della Rai in scadenza in estate. Un mondo, quello delle partecipate, che gioca un ruolo-chiave nella risoluzione della crisi: quale modo migliore, infatti, per convincere qualche parlamentare ancora indeciso sulla posizione da prendere nei confronti della maggioranza giallorossa? Una partita, questa, nella quale rientrano anche le prossime elezioni amministrative e, sullo sfondo, il nuovo presidente della Repubblica da eleggere nel 2022.

Crisi, tutti hanno fretta: in ballo ci sono 500 poltrone da sistemare

Tra chi rischia grosso a causa della crisi c’è Domenico Arcuri, il commissario dei commissari. Per lui si era parlato, dopo la pandemia, di un approdo in Cassa Depositi e Prestiti, ruolo per il quale sembra però ora passato in secondo piano a vantaggio di Del Fante. Da capire il peso specifico di Renzi, che ha puntato i ministeri di Trasporti ed Economica. Cosa gli concederà alla fine Conte? E se alla fine il premier fosse un esponente del M5S? Tra le nomine in ballo, alla Rai è sempre pronto Mario Orfeo, attuale direttore del Tg3 già in passato scelto dal Rottamatore come direttore generale.

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