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“Come diavolo fate a parlare?”. Crepet contro la femminista, volano stracci a PiazzaPulita (VIDEO)

Pubblicato il 25/11/2023 09:07 - Aggiornato il 25/11/2023 10:26

Un vero e proprio scontro generazionale, quello andato in scena durante l’ultima puntata del programma Piazzapulita condotto da Corrado Formigli. E che ha visto gli ospiti confrontarsi sul tema dell’omicidio di Giulia Cecchetin per mano del suo ex fidanzato. A Paolo Crepet, presente in studio, è stato chiesto se fosse infastidito dalle accuse rivolte all’uomo in quanto tale: “Perché dovrebbe infastidirmi? Io sono stato da giovane molto radicale, ho fatto parte di un gruppo di persone che hanno cercato di chiudere i manicomi, che era un’idea molto radicale, si figuri se io posso pensare che chi professa idee radicali possa aver sbagliato. Però, poi, c’è il che cosa fare, cioè la fiaccolata finisce, il progetto no. Quale società mettiamo nel progetto? La scuola, questa scuola qui, questa educazione qui, questi social media qui, che voi giovani usate? Come si fa a parlare in un liceo, se tutti stanno sul telefonino, come diavolo fate a parlare?”. (Continua a leggere dopo la foto)
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crepet piazzapulita video

Parole di fronte alle quali la giovane attivista e scrittrice Valeria Fonte ha iniziato a manifestare dissenso, spingendo Crepet a reagire: “No, non va bene nemmeno questo, allora mandatevi un selfie, mandatevi un Instagram che farete carriera”. Fonte, a quel punto, ha preso la parole per contestare Crepet. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Questa, a mio avviso, è la scusa dietro cui si nascondono le vecchie generazioni – ha detto Fonte – cioè che i giovani di oggi non ascoltano, che i giovani di oggi sono attaccati ai cellulari, che i giovani di oggi non hanno capacità critica, non hanno uno spirito politico. Questo è immensamente falso e lo abbiamo visto nelle piazze di questi giorni, quanto sono state piene le piazze di questi giorni per Giulia per la sorella Elena. Non è vero che i ragazzi che usano Instagram, che usano i social non hanno a cuore l’educazione e non è vero che non ascoltano, sono proprio quei giovani che invece non vengono ascoltati”. (Continua a leggere dopo la foto)

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“Questo è un Paese per vecchi diremmo – ha insistito Fonte – un Paese che nelle posizioni apicali ha sempre: uomini, bianchi, vecchi. Questo ci dimostra che non c’è la voce dei giovani al governo, di chi ha bisogno di cose reali e concrete. Parliamo, per esempio, di una donna di 22 anni, prendiamo l’età che aveva Giulia: denuncia, perché il suo fidanzato la stalkera, denuncia una volta e le dicono che non va bene, denuncia due volte e ‘hai delle prove?’, tre volte e ‘ti serve un testimone’, alla quarta lui la uccide. Questo è un sistema che fallisce con le persone giovani, perché non ha a cuore la loro vita e il loro futuro e questo lo abbiamo visto benissimo in questi giorni. Il fatto che Giulia sia stata uccisa e che questo sia un femminicidio gravissimo implica un sostrato che noi non vediamo”

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