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Covid, scoppia il caso Padova: “La maggior parte dei ricoverati sono vaccinati”

Terza dose per gli anziani e i soggetti fragili, poi estesa a tutta popolazione. In attesa del via libera da parte dell’Agenzia del farmaco europea per iniziare la somministrazione anche ai bambini, a partire dai 5 anni d’età. Una tabella di marcia serrata, quella adottata dal governo, che non tiene conto di dubbi e incertezze sull’efficacia dei farmaci anti-Covid. Quei dubbi che in realtà sono gli stessi dati sull’andamento della pandemia in Italia a far sorgere, con particolare attenzione all’evoluzione dei ricoveri in ospedale.

Come riportato dalla testata Il Mattino, infatti, in queste settimane sono arrivati segnali chiari dalle strutture ospedaliere: “Nei reparti Covid la maggioranza dei ricoverati è vaccinata”. La conferma di quanto gli esperti, quelli non asserviti totalmente alle decisioni dei governanti, continuano a dire da tempo, e cioè che le difese immunitarie garantite dagli attuali farmaci anti-Covid finiscono per scemare nel giro di qualche mese, lasciando il paziente esposto al pericolo di contagio.

I dati pubblicati dal Mattino arrivano dall’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, dove nelle ultime ore il numero di ricoveri è salito a 48, ai quali vanno aggiunti i 18 negli ospedali dell’Usl 6 Euganea. Numeri che fanno il paio con quelli relativi all’aumento dei contagi, tornati a crescere: in 24 ore “i nuovi positivi sono stati 141, per un totale di 1.829 casi tra città e provincia”. A finire in ospedale, tra i vaccinati, sono soprattutto persone in età avanzata, quelle più a rischio, per le quali la fine della protezione fornita dal vaccino si trasforma in un pericolo doppio, triplo.

L’ennesima conferma di quanto fallace sia la strategia adottata da un governo che ha vincolato le libertà degli italiani al possesso di un Green pass dalla validità di un anno, ignorando che la protezione offerta dai vaccini (peraltro non totale) abbia una durata di molto inferiore. Sei mesi, forse, secondo alcuni ostudi anche meno. In questo modo, cittadini non più al riparo dal virus vengono lasciati liberi di circolare, armati di un certificato che apre loro qualsiasi porta. Con conseguente aumento di contagi e ricoveri in ospedale.

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