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Scade il mega contratto di Fabio Fazio, la Rai si divide sul rinnovo alle sue condizioni

Ciclicamente è una questione di cui si torna a parlare, perché divide l’opinione pubblica e non poco. A maggior ragione ora, in un momento di grandi difficoltà economiche, con un Paese letteralmente in pezzi e milioni di persone senza lavoro e senza aiuti. A viale Mazzini, sede della Rai, non si parla d’altro: ossia del rinnovo contrattuale di Fabio Fazio. Dal prossimo Cda si comincerà a discuterne, ma – come riporta TPI in un retroscena – c’è già chi dice che sarebbe troppo, in tempo di Covid e di sacrifici per gli italiani, rinnovarlo alle precedenti condizioni. E quali sarebbero le precedenti condizioni? (Continua a leggere dopo la foto)

Le ipotesi sul futuro di Fabio Fazio al momento sono due: o migrerà in un’altra azienda (La7 in pole position) oppure dovrà accettare di ridimensionare i suoi compensi faraonici. Ci saranno quindi molti incontri e lunghe trattative prima di arrivare a una soluzione che accontenti tutti. E se la soluzione non si trova, si consumerà l’addio. Il contratto di Fazio è infatti molto oneroso per l’azienda e, in periodo di pandemica Covid e di grandi ristrettezze per gli italiani, potrebbe non essere opportuno per tanti motivi confermarlo. (Continua a leggere dopo la foto)

Nell’ultima stagione, Fabio Fazio ha traslocato su Rai3, dove continua a portare alla rete ottimi ascolti in media. Quindi è lecito che la Rai si domandi se sia pronta a privarsi del conduttore di “Che tempo che fa” ed è altrettanto lecito chiedersi se Fazio deciderà di mettersi una mano sulla coscienza per ridursi l’ingaggio. Il suo contratto di diversi milioni di euro potrebbe essere troppo per le casse dell’azienda in questo momento. (Continua a leggere dopo la foto)

Pur con gli ascolti ancora buoni, si tratta di Rai3 e non di Rai1. L’unica strada attualmente percorribile sembra essere dunque il ridimensionamento dell’ingaggio. Il Giornale, in un articolo del 2019, parlava di un compenso da “2,2 milioni annuali per il conduttore, che produce il programma con la sua società L’Officina, di cui Magnolia è proprietaria solo per metà”. Poi ci sono i costi di produzione del programma che hanno altre cifre altissime.

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