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Conte si prende il Movimento: sarà unico leader. I 5Stelle diventano “europeisti e moderati”

Il M5s è sempre più allo sbando. Tra espulsioni, lotte tra correnti che neanche i compagni del Pd, tentativi di scissioni e imposizioni dall’alto, la situazione non è delle migliori. Senza considerare il crollo nei sondaggi. E così adesso è tempo di rivoluzione, o rifondazione. I grillini vanno a caccia della loro nuova identità e si affidano al volere di Beppe Grillo, il quale impone e detta la linea. Chiavi in mano a Giuseppe Conte e tutti zitti. Il vertice che si è svolto ieri (28 febbraio) a Roma ha segnato la svolta decisiva. Il Movimento avrà un nuovo leader e sarà, appunto, l’ex premier Giuseppe Conte, il quale ha sciolto le riserve e ha deciso di dire sì a Beppe Grillo. Cosa cambia ora? (Continua a leggere dopo la foto)

“Dopo giorni di riflessioni e dubbi, – si legge sul Corriere – l’avvocato che sognava un partito tutto suo ha raccolto l’invito del fondatore del M5S e ha accettato di mettersi al lavoro sulla ‘ristrutturazione integrale’ della prima forza politica del Parlamento italiano, dilaniata dal sì al governo Draghi e decimata da fughe ed espulsioni”. Ma Conte ha voluto mettere in chiaro le sue condizioni. Forte dei sondaggi e di quattro milioni di seguaci sui social, stando ai numeri di Rocco Casalino, l’avvocato ha chiesto carta bianca, o quasi. (Continua a leggere dopo la foto)

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Avrà dunque libertà di pensiero e di manovra per trasformare i 5 Stelle – prosegue il Corriere – nati dal ‘vaffa’ in una forza più aperta alla società civile, europeista, ambientalista e moderata, che non rinunci ai temi storici come legalità, transizione ecologica, lotta alla corruzione. Se la via sarà quella che l’avvocato auspica bisognerà riscrivere lo statuto e far saltare la governance a cinque, al limite per sostituire il direttivo con una segreteria politica di suo gradimento. (Continua a leggere dopo la foto)

Riuscirà Conte a far rientrare i dissidenti o, anzi, gli darà il definitivo calcio nel sedere per tenerli fuori e far dimenticare al Movimento le sue lotte radicali? Infine c’è un’altra grana, quella legata al suo ruolo di federatore dell’alleanza M5S-Pd-Leu in vista delle prossime elezioni. Tutto dipenderà da come riuscirà a rilanciare – se ci riuscirà – il nuovo Movimento.

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