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Conte dà i numeri (sbagliati): parla di Milano ma infila una gaffe dopo l’altra

Non dev’essere facile, per Giuseppe Conte, affrontare questa recente fase della sua carriera politica. Promesso leader del Movimento Cinque Stelle poi stoppato sul più bello da Beppe Grillo, con i sondaggi che nel frattempo segnalano un pericoloso disinnamoramento degli italiani verso l’ex premier. E con indagini e scandali, su tutti quelli che coinvolgono l’ex super-commissario Domenico Arcuri, che sottolineano, a distanza di mesi, come la gestione della pandemia sia stata tutt’altro che perfetta, come invece si è a lungo cercato di farci credere. E così il povero Conte ha mostrato di recente di essere totalmente nel pallone.

Conte dà i numeri (sbagliati): parla di Milano ma infila una gaffe dopo l'altra

Con una lettera inviata al Corriere della Sera, infatti, Conte ha dettato la sua personalissima ricetta per rilanciare Milano. Dimostrando, però, di non conoscere affatto la città. In un passaggio si legge, per esempio: “Sarà importante pianificare la realizzazione di vertical farm nelle periferie per produrre cibo in maniera sostenibile nel prosieguo dell’eredità che Expo 2015 ha lasciato alla città, con l’ambizioso obiettivo di rendere Milano autosufficiente, a livello alimentare, per il 2050, dando priorità a quei duecentomila bambini che vivono in povertà nella metropoli, assicurando continuità alle politiche che abbiamo già messo in campo per contrastare la povertà educativa infantile”. I numeri, però, non tornano affatto.

Secondo l’Istat, infatti, a Milano risiedono attualmente circa 175 mila bambini in età compresa tra 0 e 14 anni. Per Conte, 200 mila sono poveri, addirittura più del totale. Una gaffe clamorosa, che ha subito scatenato sfottò e critiche da parte dei principali esponenti degli altri partiti e gettato nell’imbarazzo, ancora una volta, il Movimento Cinque Stelle. A tentare di metterci una pezza è stato il luogotenente di Conte Stefano Buffagni, deputato pentastellato, che ha parlato di “errore di battitura: 20 mila e non 200 mila”. Una tesi che, però, solleva a sua volta diversi interrogativi.

Se è infatti vero che uno sbaglio, tastiera alla mano, può capitare a tutti, per quanto sia assurdo come nessuno sia riuscito a farlo notare per tempo all’ex premier, basta guardare indietro nel tempo per scoprire che non si tratta affatto di un inedito. Proprio Buffagni, l’uomo che oggi difende Conte, aveva infatti dichiarato il 12 aprile 2021 al Corriere della Sera: “Nella ricca Milano ci sono 200 mila bambini poveri”. Stesso numero, completamente sballato. La riprova di quanto la città sia, per il Movimento Cinque Stelle, un’entità aliena, totalmente sconosciuta.

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