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“In piazza per il gas!” Bollette insostenibili, monta la rivolta: “Bruciamo le bollette”. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 03/10/2022 08:33 - Aggiornato il 03/10/2022 10:56

È partito l’effetto domino del caro bollette. Il grido disperato delle imprese si sente sempre più forte, e ora sono migliaia i posti di lavoro a rischio. Molti imprenditori, piccoli e medi, lo dicono da giorni, e ora la chiusura si avvicina sempre di più. Abbassare le serrande a causa del caro bollette è molto più di un’ipotesi o di un bluff. Come denuncia Il Tempo, “il primo allarme arriva dal Sud. E non si tratta di piccole aziende già normalmente in difficoltà, ma di una delle più importanti catene alberghiere del Mezzogiorno. La Caroli Hotels, gruppo pugliese con quattro strutture tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, 275 dipendenti e diverse altre attività nel settore dell’accoglienza, ha annunciato l’interruzione dell’attività a causa del caro bollette”. (Continua a leggere dopo la foto)

Lo ha confermato all’Agi il direttore generale della catena, Attilio Caputo. Tutto a causa del conto complessivo delle bollette energetiche ad agosto, ben 500mila euro. Un conto che pagheranno per primi i dipendenti, lasciati a casa. “È solo il primo masso che rotola di quella che sembra destinata a tramutarsi in valanga. Secondo un sondaggio condotto da Swg per Confesercenti su un campione di imprese dell’artigianato, del commercio e del turismo con 50 dipendenti o meno, il 36% delle Pmi prevede di aumentare i prezzi nei prossimi mesi a causa dei rincari dell’energia e dell’inflazione”. (Continua a leggere dopo la foto)

In base all’indagine il 26% pensa di limitare gli orari di lavoro, il 18% valuta una riduzione dei dipendenti. Inoltre il 37% delle imprese si aspetta un risultato economico inferiore rispetto all’anno scorso. E non finisce qui, perché il 6% delle imprese pensa a una sospensione dell’attività nei periodi di “bassa stagione”. Il tutto, inevitabilmente, si tradurrà in una contrazione del Pil e dei posti di lavoro. “La recessione, fino a qualche giorno fa semplice spauracchio, è ormai un dato acquisito per il 2023, quando secondo Standard & Poor l’Italia lascerà per strada lo 0,1% della sua crescita. E questo nonostante sia destinata a entrare nel vivo la fase degli investimenti legati al Pnrr. Non sufficienti, a quanto pare, a sostenere la ripartenza del Paese”. (Continua a leggere dopo la foto)

Oggi scatta la mobilitazione in diverse parti d’Italia. I lavoratori porteranno le bollette “per mostrare come la situazione sia insostenibile senza un intervento strutturale della politica e delle istituzioni”. L’autunno caldo, più volte evocato anche in campagna elettorale, adesso è arrivato sul serio. Caldo di certo non nelle case, dove per il caro bollette e la perdita del lavoro, l’inverno sarà il più freddo di sempre. Il tempo è poco le chiacchiere stanno a zero. I cittadini protestano, e nella giornata del 1° ottobre a Bologna si sono ritrovati in piazza per bruciare le bollette, una pratica che sta diventando il simbolo di questi giorni. E rivoltarsi ora sono anche commercianti e piccoli e medi imprenditori, schiacciati da costi insopportabili e costretti a chiudere o a licenziare il personale. Le proteste, intanto, sembrano continuare a crescere nei prossimi giorni.

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