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Carburanti alle stelle, ecco quanto incassa lo Stato solo di Iva

Pubblicato il 15/03/2022 08:26

C’è chi la prende con ironia pubblicando sui social il momento in cui si avvicina alla pompa di benzina facendosi il segno della croce, e chi invece scaglia contro il governo tutta la sua rabbia per il caro carburanti. Il prezzo ha ormai raggiunto il valore record di 2,323 euro. Il ministro per la Transizione energetica Cingolani ha però smarcato il governo da ogni responsabilità, prendendosela con la speculazione che, a sua detta, sta determinando il prezzo attuale della benzina. Ma le cose stanno davvero così? In realtà l’esecutivo può fare qualcosa di concreto? Certo. E riguarda proprio l’Iva. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega Leopoldo Gasbarro sul blog di Nicola Porro, “a ben guardare la composizione delle singole voci che compongono il valore finale del prezzo dei carburanti, è facile evidenziare che una quota straordinariamente importante di tale prezzo è determinata dall’IVA. Allo stato attuale, proprio grazie all’IVA, lo Stato sta incassando 4 miliardi e mezzo in più rispetto a quanto programmato quest’anno”. Una cifra bella e buona a cui pare non intendere rinunciare. E il carico tanto va sulle spalle di cittadini e imprese. Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, lo ha spiegato in maniera molto semplice nel corso dell’appuntamento con la “Zuppa Economica”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ha detto: “Noi di Nomisma abbiamo calcolato che a questo prezzo l’erario incassa 12 centesimi ogni litro di carburante. Calcolando che il volume di carburante utilizzato nel nostro paese è di circa 40 miliardi di litri, è facilmente calcolabile l’imposta appena descritta”. Dunque, sottolinea Gasbarro, “è proprio il governo stesso che potrebbe intervenire in maniera consistente sulla riduzione del costo del carburante ‘sterilizzando’ la crescita dell’IVA stessa. In pratica potrebbe rinunciare ad una quota consistente di questi 4 miliardi e mezzo o addirittura all’intera somma senza avere alcun problema di bilancio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Gasbarro: “Insomma, il grido d’allarme di imprese, trasportatori e semplici cittadini va in qualche modo lenito, anche perché i venti di guerra non sembrano affievolirsi e questo potrebbe portare ad un costante aumento giornaliero del prezzo della benzina, il cui valore è già ai limiti della sostenibilità. Ancora un po’ e il paese si fermerà davvero e poi saranno dolori rimetterlo in marcia”.

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