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Caos M5S, nessuna tregua tra Conte e Grillo: ora litigano anche sul simbolo

Una sceneggiata che sembra non avere fine, quella messa in piedi da Giuseppe Conte e Beppe Grillo. Il primo, invocato come salvatore della patria pentastellata, lavora per avere carta bianca su tutta la linea e portare così il partito alla definitiva transizione verso una cosa altra, addirittura opposta rispetto a quel Movimento rabbioso che sfidava la casta nelle piazze. L’altro, il garante, cerca di tenersi stretta la sua creatura, non sapendo più nemmeno lui, probabilmente, cosa farne ora che ha definitivamente tradito la sua natura. Con il futuro dei Cinque Stelle sempre più incerto.

Caos M5S, nessuna tregua tra Conte e Grillo: ora litigano anche sul simbolo

Conte ha mandato un vero e proprio aut aut a Grillo, che ha deciso di prendersi un po’ di tempo prima di rispondere. Possibile che, alla fine, venga messo ai voti il nuovo statuto, con l’ex premier che sembra favorito in questo lungo braccio di ferro. In ogni caso, siamo di fronte a una farsa che difficilmente gli elettori, quelli rimasti, riusciranno a dimenticare. Con i parlamentari che sembrano schierati principalmente con Conte ma che, in generale, lavorano per superare il prima possibile la frattura che si è venuta a creare tra i due e che paralizza ogni tentativo di darsi una direzione.

Si arriverà alla fine alla pace? Quasi sicuramente, visto che un passo indietro di Conte lascerebbe il M5S senza nessuna guida. Con un’incognita, però, che rischia di pesare parecchio: il simbolo. Nella bozza di Conte, come lasciato trapelare da alcuni esponenti grillini, non corrisponderebbe a quello che piace a Grillo, che potrebbe anche ragionare su una vendetta a danno dell’Avvocato del Popolo: fingere un’intesa ormai raggiunta salvo poi impuntarsi sul logo per andare nuovamente allo scontro.

Non proprio il migliore degli scenari per un Movimento che si prepara ad affrontare le elezioni amministrative in programma in autunno senza particolari ambizioni, e anzi con il timore di qualche fragoroso tonfo. Ad animare lo scontro Conte-Grillo anche il voto sul prossimo presidente della Repubblica, una volta che scadrà il mandato di Sergio Mattarella: lì, come anticipato dagli stessi esponenti Cinque Stelle, se ne potrebbero vedere delle belle.

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