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Burioni chiede la censura per gli altri medici: contro chi e per cosa si scaglia (il POST). Pazzesco!

Pubblicato il 17/05/2024 11:39
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Ricordate il papa Pio V, passato alla storia come “il papa inquisitore”? Ecco, è una figura che assomiglia molto a Roberto Burioni, che continua a mettere all’indice chiunque non la pensi come lui, soprattutto chi osa criticare il dio vaccino, anche di fronte a documenti, studi e dati che evidenziano morti ed effetti avversi gravi. No, per Burioni non si può e non se ne deve nemmeno parlare. Ed ecco dunque che si è scagliato persino contro il Consiglio nazionale delle ricerche perché ha commesso il grave reato di concedere una sala convegni di Pisa a un’associazione che critica gli antinfluenzali e l’allarmismo sul morbillo. Eresia! Giordano Bruno fu bruciato per molto meno. E allora Burioni ci ha tenuto a farlo sapere, soprattutto dopo che il competitor per il premio virostar dell’anno, Matteo Bassetti, lo aveva bruciato sul tempo dichiarando: “Non si parli di effetti avversi in televisione e sui giornali!”. Burioni allora ha subito messo alla berlina la conferenza di Pisa “Vivere in salute”, ospitata all’auditorium dell’autorevole istituzione scientifica promossa dall’Associazione di studi e informazione sulla salute. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Complimenti al Cnr di Pisa (ente statale finanziato con i soldi delle nostre tasse) – ha cinguettato Burioni – per ospitare un convegno così prestigioso (andate a vedere cos’è Assis)”. Un velato invito alla censura, insomma. Per Burioni il Cnr non doveva proprio dargli spazio di parola. Alessandro Rico, su LaVerità, si è preso la briga di andare davvero a vedere cos’è Assis. E cosa ha scoperto? Che il problema è che sul sito dell’organizzazione compaiono articoli dal contenuto che a Burioni sarà apparso sovversivo. “I loro autori – incluso uno dei relatori invitati in Toscana, il pediatra Eugenio Serravalle – osano infatti criticare la religione del vaccino, smontando la retorica allarmista sul morbillo, o menzionando studi che ridimensionano l’importanza degli antinfluenzali”. Rico allora punzecchia il televirologo, spiegandogli che “proprio perché il Cnr è un ente pubblico, è bene che esso tuteli il pluralismo, se le opinioni espresse sono ragionevoli”. E Assis lo è. (Continua a leggere dopo il post)

L’eretico Serravalle ha spiegato: “Il ‘vaccinismo’ ha imposto l’obbligo di assunzione indiscriminata di farmaci ancora in fase sperimentale senza tenere in alcun conto l’assenza di dati su eventi avversi e sull’effettiva efficacia e durata. A questa logica non si sono sottratti i pediatri, nonostante fosse chiaro da subito che il decorso del Covid-19, anche nelle prime fasi della pandemia, era lieve per bambini e ragazzi sani e che non erano affatto trascurabili le reazioni avverse, a cominciare dalle miocarditi”. Per Buoni questo non si deve dire. Chiede Rico a Burioni: “Cosa c’è, nelle parole di Serravalle, di tanto pericoloso e contrario alla deontologia medica, da rendere necessaria la dissociazione del Cnr da un convegno che manco si occupava di vaccini?”.

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