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Effetti dei vaccini, le autorità americane “si censurano”: il mistero del dossier scomparso (e del suo contenuto)

Pubblicato il 19/08/2022 12:13

Parlare liberamente dei rischi di effetti collaterali, anche gravi, collegati ai vaccini anti-Covid non è più cosa possibile, nell’Italia di una dittatura sanitaria che si trascina ormai da anni e censura ogni voce fuori dal coro. Anche nel resto del mondo, però, chi prova a sollevare dubbi sui farmaci lanciati in fretta e furia sul mercato dalle varie Pfizer e Moderna rischia di trovarsi costretto a fare un passo indietro. L’ultimo esempio è arrivato in queste ore dall’America, dove i Centers for disease control and prevention, agenzia federale nata per il contrasto delle malattie virali, sono stati costretti a un’improvvisa retromarcia.

A luglio, infatti, i Cdc aveva scritto pubblicamente che i vaccini mRna inducono l’organismo alla produzione della proteina Spike, che viene poi espulsa dall’organismo. Una passaggio improvvisamente sbianchettato, scomparso nel nulla, ma del quale molti utenti americani hanno potuto trovare traccia facendo delle semplici ricerche in rete. Il web ha la memoria lunga, si sa, e così ecco saltar fuori di nuovo le frasi poi cancellate: “L’mRna e la proteina Spike non durano a lungo nell’organismo”. E ancora: “Le nostre cellule scompongono l’mRna di questi vaccini e se ne liberano entro pochi giorni dalla vaccinazione”.

Addirittura “gli scienziati stimano che la proteina Spike possa rimanere nel nostro organismo soltanto alcune settimane”, come riportato anche da Ignazio Magrano sulle pagine de La Verità. Tutte conclusioni importanti, considerando che è in corso una forte polemica sulla presunta tossicità della proteina Spike per l’uomo, che potrebbe provocare danni all’endotelio (il tessuto che riveste i vasi sanguigni). Ma se, come sostengono le autorità sanitarie di mezzo mondo, questi rischi non esistono, come mai ogni passaggio sulla proteina è stata eliminata dal sito dei Cdc?

Una modifica che non è sfuggita all’occhio degli internauti statunitensi, che hanno iniziato a chiedersi il motivo di tale rapido dietrofront: non è che la proteina può davvero causare problemi all’organismo e che, forse, non è nemmeno così scontato che il nostro corpo riesca a eliminarla nel giro di pochi giorni? Questa la tesi che ha iniziato a circolare subito sui social, ennesima domanda alla quale, però, siamo destinati a non ricevere mai una risposta.

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