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Borgonovo: “Ecco l’eredità avvelenata di Speranza”. La denuncia: “Genitori, a scuola fate attenzione a questo…”

Pubblicato il 17/01/2024 10:11 - Aggiornato il 17/01/2024 11:27

Alcuni lettori hanno segnalato a LaVerità un progetto presentato recentemente in una scuola di Udine ma che in realtà riguarda tutto il territorio nazionale. Si chiama EduForlst, e ha come obiettivo lo “sviluppo di strumenti tecnici e pratici per lo svolgimento di attività educative e formative in ambito di sessualità, relazioni affettive e prevenzione delle Ist (infezioni sessualmente trasmesse, ndr) nel contesto scolastico”. Ma perché è interessante analizzare, come ha fatto Francesco Borgonovo questa notizia? Perché come accade spesso dietro alle piccole cose c’è un modo. Qui, ad esempio, è nascosta la popletta avvelenata lasciata in eredità dall’ex ministro della Sanità Roberto Speranza. Quello indagato per omicidio per la gestione della pandemia e i vaccini anti Covid. Le informazioni su questo progetto scolastico sono fornite dal sito dell’Istituto superiore di sanità, che collabora alla realizzazione dello stesso. E cosa emerge? Che le scuole dove si svolgeranno le attività sono circa dieci per ciascuna delle sei regioni coinvolte: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Puglia. E cosa si farà nelle classi? (Continua a leggere dopo la foto)
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“Il progetto prevede una serie di incontri con studenti e studentesse, docenti e famiglie. L’obiettivo è di prevenire le conseguenze negative legate alla sessualità, come le infezioni sessualmente trasmissibili o le gravidanze non desiderate, senza però tralasciare aspetti fondamentali quali la gestione delle emozioni e le relazioni affettive, il rapporto con il proprio corpo, il piacere, l’uguaglianza di genere e il rispetto”. Ma attenzione: “Oltre ad una parte frontale, le ragazze e i ragazzi saranno coinvolti in attività e giochi su temi quali il consenso o per acquisire un approccio consapevole nei confronti degli stereotipi di genere”. Tra gli enti che hanno partecipato all’iniziativa spicca il Circolo di cultura omosessuale «Mario Mieli», e questo fa capire l’indirizzo del progetto e il fine reale. E infatti… cosa si legge nelle finalità del progetto? (Continua a leggere dopo la foto)

“Fornire ai bambini e ai giovani conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori che consentiranno loro di: realizzare la propria salute, benessere e dignità; sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose; considerare come le loro scelte influenzano il proprio benessere e quello degli altri; comprendere e garantire la protezione dei loro diritti per tutta la vita”. Già, i bambini. Il gender che entra nelle scuole, a partire dai più piccoli attraverso la “Comprehensive sexuality education”, cioè le indicazioni delle organizzazioni sovranazionali che puntano a trasformare il genere, a mettere in discussione i ruoli e le norme. Accusa Borgonovo: “Sarebbe bene tenere gli occhi aperti e fornire ai genitori tutte le informazioni necessarie affinché possano sapere che cosa viene sottoposto all’attenzione dei loro figli”. Infine, Borgonovo smaschera l’ex ministro Speranza. (Continua a leggere dopo la foto)

Attacca Speranza: “Il progetto è stato approvato nel 2020 ed è divenuto operativo nel 2022. Al ministero della Salute, in quel periodo, c’era Roberto Speranza e all’Istituto superiore di sanità stava Silvio Brusaferro: due dei grandi protagonisti della stagione pandemica. Ricordiamo di una chat fra i due riguardante proprio la chiusura delle scuole. Brusaferro spiegava a Speranza che il comitato tecnico scientifico non aveva trovato sufficienti appigli scientifici per giustificare la serrata, ma Speranza insisteva per blindare tutto. Finì che Brusaferro si prodigò in qualche modo per accontentarlo. Vi chiedete che cosa c’entri? Quelli che hanno dato il via libera alla educazione affettiva nelle scuole sono gli stessi che quelle scuole le hanno chiuse, obbligando i ragazzi a restare piantonati in casa, con il conseguente aumento di depressioni e disagi. Visto che si preoccupavano tanto della «educazione al rispetto» e della tutela delle diversità, avrebbero dovuto cominciare evitando di escludere le persone dalle classi e dalle attività sportive e insegnando ai ragazzini a rispettare i compagni di classe non vaccinati. Ma che volete farci: in pandemia, il rispetto non era di moda. E sarà pure che il genere si può trasformare, ma i geniacci che pretendono di rieducare il prossimo non cambiano mai”.

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