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Benedizione delle coppie gay: “Si deve fare così”. A San Pietro le prove: cosa dovranno fare i preti

Pubblicato il 16/01/2024 15:38

Sembra quasi incredibile ma è vero. Il 18 dicembre il Vaticano aveva pubblicato un testo con il quale ha autorizzato in tutto il mondo le benedizioni alle coppie omosessuali. E ora si passa dalle parole ai fatti. A San Pietro, infatti, si stanno svolgendo le prove generali di questo nuovo corso. Ai primi sacerdoti domenica mattina, nella sala riunioni del Capitolo della basilica, è stato suggerito come affrontare il nuovo percorso pastorale. Papa Francesco, nonostante l’alzata di scudi e le forti resistenze di molti episcopati, ha difeso a spada tratta il provvedimento. E lo ha ribadito durante l’intervista televisiva a Fabio Fazio durante l’ultima puntata di “Che tempo che fa”. “A volte – ha detto il papa – le decisioni non sono sempre accettate: la maggior parte delle volte capita perché non si conoscono nel merito”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Sebbene il Pontefice ripeta che questa è la strada migliore per sperimentare la misericordia, dentro e fuori le mura vaticane le resistenze sono molte. Ma come si dovrà impartire la benedizione alle coppie gay? Come riporta Il Messaggero, l’indicazione è questa: il sacerdote collocato davanti al richiedente dovrà recitare sottovoce una frase di benedizione, naturalmente brevissima per non oltrepassare il limite temporale suggerito dal Prefetto del Dicastero della Fede, mentre con il dito traccia sulla fronte del fedele una piccola croce. “Il gesto, simbolico e semplice al tempo stesso, dovrà essere velocissimo (sempre per restare dentro il termine tassativo dei 15 secondi)”.

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