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Vaccini ai minori, cosa hanno promesso ai pediatri per convincere i ragazzi alla vaccinazione

Volendo fare un po’ di ironia, si potrebbe azzardare che se un tempo i comunisti mangiavano i bambini, oggi invece preferiscono vaccinarli. Succede infatti che nella “rossa” Emilia-Romagna del governatore Stefano Bonaccini, che in molti vedono come perfetto successore di Enrico Letta alla guida del Pd, ai pediatri venga proposto addirittura un premio legato alla performance sul campo: un incentivo in denaro che scatterà qualora dovessero convincere almeno il 70% dei loro assistiti a sottoporsi alla somministrazione.

Con questo escamotage l’Ausl di Bologna cerca infatti di accelerare la campagna di immunizzazione dei giovanissimi, lanciata in pompa magna e che però stenta parecchio a decollare. Palla passata, insomma, ai pediatri, che non saranno impiegati soltanto negli hub vaccinali ma verranno anche coinvolti in una campagna per “aiutare le famiglie a superare incertezze e dubbi”. Ovvero, convincerle a tutti i costi a sottoporsi alla vaccinazione, mettendo da parte i comprensibili dubbi circa l’efficacia dei farmaci e la loro sicurezza.

Intervistato da Repubblica, il direttore sanitario dell’Ausl bolognese Lorenzo Roti ha spiegato: “Nella fascia 12-14 anni, tra vaccinati e prenotati, siamo al 25,5%, mentre tra i 14-19 arriviamo al 48,5%. Cosa frena la vaccinazione? Da una parte l’infezione non viene percepita come un problema per i ragazzi, dall’altra la somministrazione dei vaccini ai minori lascia sempre qualche dubbio alle famiglie. Anche le incertezze che si sono avute nelle ultime settimane sull’affidabilità dei vaccini hanno pesato. Proprio per questo è necessario coinvolgere con forza i principali tutori della salute dei ragazzi, i pediatri”.

“Abbiamo aperto una discussione per coinvolgerli nella campagna vaccinale e devo dire che da subito hanno dimostrato grande interesse e disponibilità. Da una parte vaccineranno i ragazzi nei nostri Hub o, per chi vuole, direttamente nei loro studi. Dall’altra verranno coinvolti in una campagna di comunicazione pensata per raggiungere le famiglie e fugare dubbi e incertezze. È previsto anche un riconoscimento: i pediatri che riusciranno a far vaccinare almeno il 70% dei propri assistiti riceveranno un incentivo. Un premio di risultato per valorizzare il loro ruolo e lavoro, insomma”. Soldi, insomma, a chi riuscirà a circuire più famiglie. Non fosse tutto maledettamente serio, verrebbe quasi da ridere.

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