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Benzina, si cambia di nuovo! Il governo vara altre norme per consumatori e gestori

Pubblicato il 15/01/2023 12:53 - Aggiornato il 15/01/2023 14:47

Benzina, cambia ancora il Decreto, con delle novità per gestori e consumatori. Infine il compromesso è stato raggiunto, e non poteva essere diversamente, considerato l’aspro dibattito degli ultimi giorni. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il Decreto Carburanti approvato d’urgenza dal Consiglio dei ministri e che verrà pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Il ripescaggio dell’accisa “mobile” è la sostanziale innovazione rispetto alle intenzioni iniziali. Si tratta della riproposizione della legge del 2007, varata durante l’ultimo governo Prodi, con Pierluigi Bersani ministro dello sviluppo economico. In sostanza l’extragettito dell’Iva diminuirebbe l’importo delle accise sui carburanti, così contribuendo a mitigare il prezzo per i consumatori. Il meccanismo scatterebbe automaticamente se il prezzo del petrolio aumentasse, sulla media del bimestre precedente, rispetto al valore di riferimento, in euro, riportato nell’ultimo Def ovvero, dal 20 novembre, 87,6 dollari al barile per il Brent. Tradotto in prezzo, la soglia psicologica che si è dato il governo rimane quella dei 2 euro per un litro di benzina in modalità self. Dopo cinque giorni di trattative, interlocuzioni con le rappresentanze delle associazioni dei benzinai a Palazzo Chigi (che avevano portato al congelamento dello sciopero del 25 e 26 gennaio), scontri e passi indietro, la nuova versione del Decreto prevede anche lo sconto da 60 euro sui trasporti per i redditi fino ai 20mila euro, nonché il bonus esentasse da 200 euro per i dipendenti sulla benzina, a patto che i buoni benzina siano pagati dal datore di lavoro. (Continua a leggere dopo la foto)

benzina cambia decreto novità

Inoltre, i gestori degli impianti di rifornimento avranno quindici giorni per adeguare la cartellonistica all’esposizione del prezzo medio – misura, questa, confermata nel Decreto – che sarà esposto sul sito del ministero per le Imprese e il Made in Italy, su base regionale. Viene altresì confermato l’inasprimento delle sanzioni per le omissioni nella comunicazione dei prezzi al ministero: le relative sanzioni andranno da 500 a 6mila euro. Dopo la terza violazione, potrà scattare la sospensione dell’attività da sette a novanta giorni. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi sarà, come è inoltre previsto dal Decreto, affiancato da una commissione di “allerta rapida” e sarà deputato a interloquire con l’esecutivo. (Continua a leggere dopo la foto)

I benzinai sono ancora relativamente delusi: “Il testo non è in linea con gli impegni dell’incontro”, ha dichiarato Giuseppe Sperduto, presidente di Faib Confesercenti, che si è invece detto favorevole al ritorno dell’accise mobile. Tuttavia, le sanzioni legate all’obbligo dell’esposizione del prezzo medio sono “una misura del tutto inutile”, ha aggiunto. Anche Roberto Di Vincenzo, presidente di Fegica, promuove la misura sull’accisa mobile, ma chiede di intervenire sui concessionari, ritenuti “i veri responsabili dei prezzi di carburanti”.

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