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Belpietro: “Vogliono spazzare via l’Occidente”. La denuncia del direttore de La Verità. Cosa ha detto

Pubblicato il 02/02/2024 11:21

“Tra poco cancelleranno Cappuccetto Rosso perché hanno ammazzato il lupo!”. E’ un fiume in piena Maurizio Belpietro, direttore del quotidiano La Verità. E il suo è un atto d’accusa a tutto tondo del linguaggio politicamente corretto, delle follie “woke” e di quella che chiamano Cancel Culture, ossia la mania di riscrivere la storia cancellando gli interpreti. “Come diceva Orwell, sono i tiranni che hanno bisogno di riscrivere la storia”, sbotta Belpietro in una lunga intervista pubblicata sul Foglio. “La Cancel Culture è un modo per imporre un sistema. E per fare posto solo alle idee di sinistra. Ma non si può cancellare la storia, bella o brutta che sia. E’ solo una enorme scemenza”. Questo perché il mondo e la storia non sono luoghi perfetti. E non sono politicamente corretti. (continua dopo la foto)

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Ogni epoca storica ha le sue caratteristiche, e non possiamo pensare di rileggerla sovrapponendo i nostri valori a quelli dei nostri antenati. Dietro a queste nuove idee propagandate dalla sinistra radical, c’è una volontà di distruggere l’Occidente e di cancellarne storia e tradizioni. “La Cancel Culture trova disponibilità proprio nell’Occidente. Fa leva sui nostri sensi di colpa. Noi ci sentiamo responsabili per qualsiasi nefandezza sia stata commessa nel corso dei millenni”, spiega Belpietro. “Eppure proprio la cultura Occidentale ha permesso a tutto il mondo di progredire. Concetti come il rispetto delle persone e delle idee nascono in Occidente. La società democratica nasce in Occidente. Per paradosso, la Cancel Culture vuole spazzare via le ragioni storiche che hanno consentito all’Occidente di far progredire il mondo”. (continua dopo la foto)

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Tutto questo mentre in molte parti del pianeta non vi è rispetto per i diritti umani e la giustizia sociale non è nemmeno un obiettivo da raggiungere. Belpietro se la prende anche con la ricostruzione a posteriori delle favole che abbiamo amato da bambini. La battuta della Cortellesi “secondo cui Biancaneve faceva la colf ai Sette Nani è ridicola. Quando si dice una cosa simile non c’è più limite. Ora cosa faranno, cancelleranno la fiaba di Cappuccetto Rosso perché hanno ammazzato il lupo? In questo modo arriveremo a eliminare anche i capolavori della letteratura, che sono manifestazioni d’ingegno figlie del loro tempo”. Il rischio è che continuando così si arrivi alla dissoluzione della nostra cultura e della nostra civiltà. Ma forse un antidoto c’è. “L’antidoto si chiama anticonformismo”, spiega Belpietro. “Bisogna rompere quella cintura fatta di regole che ci impediscono di guardare in faccia la realtà”. (continua dopo la foto)

Un punto particolarmente interessante dell’intervista al direttore della Verità, è quello dove si denuncia la creazione di una società nettamente suddivisa fra pochi privilegiati e il resto dei cittadini. La gente deve cercare di sopravvivere. Non ha tempo per certe discussioni. Mentre dall’altra parte “c’è un’aristocrazia culturale che può permettersi di demonizzare tutto senza badare ai costi sociali. Possono cancellare lo sviluppo, attaccare l’industria in nome del dio pagano dell’ambientalismo e dell’ecologia. Possono attaccare auto, case, fabbriche perché hanno i soldi in tasca. Ma gli altri restano vittime di questa cancellazione del nostro modo di vivere e di prosperare”. Il capolavoro degli “woke”, aggiungiamo noi, è di far credere alle loro vittime che è giusto così. Che si devono sacrificare. Mentre loro, i nuovi “cattivi maestri”, di sacrificarsi non si sognano nemmeno. E si godono i loro privilegi.

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