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Dalla Legion d’Onore francese ai vertici dei servizi segreti

Dopo il consigliere diplomatico amico della Germania (ricorderete quando Draghi nominò l’uomo gradito alla Merkel, Luigi Mattiolo) ora è il turno di Elisabetta Belloni, profilo amico della Francia, tanto da ottenere, proprio dal governo francese nel 2007, la prestigiosissima Legion d’Onore. Tutti hanno accolto con grande entusiasmo la scelta del presidente del Consiglio Mario Draghi di nominare l’ambasciatrice Belloni come Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, in sostituzione dell’attuale Direttore generale, il prefetto Gennaro Vecchione. A fare clamore (in questo caso in senso positivo, ovviamente) è il fatto che si tratta della prima volta che una donna arriva al vertice dell’intelligence. Scrive il Corriere: “Ha pesato la grande esperienza di Belloni, da sempre in prima linea nelle emergenze internazionali”. Le luci. Ma c’è anche qualche ombra. (Continua a leggere dopo la foto)

Il ritratto di Belloni racconta che per anni è stata “capo dell’unità di crisi della Farnesina, ha gestito i sequestri degli italiani in Iraq lavorando fianco a fianco con gli 007 e diventando punto di raccordo per l’azione del governo per la liberazione degli ostaggi, ma anche punto di riferimento per le famiglie. Da segretario del ministero degli Esteri si è occupata dell’organizzazione della Farnesina. Ora coordinerà le due agenzie operative dei servizi segreti e si confronterà con l’autorità delegata Franco Gabrielli”. (Continua a leggere dopo la foto)

Una nota da evidenziare, però, è che Elisabetta Belloni è “Cavaliere della Legion d’onore” proprio della Francia. “Per il contributo dato alla cooperazione bilaterale, in particolare durante le emergenze del Libano, dello tsunami in Asia e degli scontri in Costa d’Avorio”, si legge nella motivazione del conferimento avvenuto nel dicembre del 2007. A pesare su questa nomina voluta da Draghi, dunque, è certamente la grande esperienza della diplomatica, ma anche i suoi rapporti internazionali, soprattutto con la Francia. (Continua a leggere dopo la foto)

È come se con queste nomine il governo di Draghi abbia dimostrato ancora una volta la sudditanza che ha un certo potere italiano nei confronti della Germania e della Francia. Il consigliere diplomatico del premier assai vicino alla Merkel, e ora il capo degli 007 italiani gradito alla Francia. Quanto peseranno queste “vicinanze” quando si tratterà di prendere decisioni importanti per il nostro Paese? Ombre, appunto. Non sulla brillante Elisabetta Belloni, certo, ma sul suo governo…

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