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Azzolina, la passerella si trasforma in un incubo: cori e proteste di precari e genitori

“Siamo lavoratori, siamo professori”. Urla, fischi e proteste. Nessun Tg e nessun giornale, però, ne parla. Nessuno lo racconta (ad eccezione di cronachedi.it). I video vengono tagliati, ed ecco qua che la narrazione della visita di Conte e della Azzolina all’istituto comprensivo Francesco Gesuè nel casertano, vandalizzato più volte nel corso del lockdown, risulta essere il tripudio di folla e persone festanti pronte ad elogiare e ad acclamare il governo. E invece così non è. Ci sono state anche altre voci, quelle della protesta da parte di alcuni precari della scuola all’esterno del plesso durante la passerella del premier e della ministra dell’Istruzione.

Già, perché trattandosi di scuola, è stata proprio a quest’ultima che i precari hanno dedicato i loro cori, chiedendone le dimissioni. La scuola, infatti, continua a vivere il suo personalissimo dramma. Studenti, insegnanti, segreterie, famiglie… Tutti in balia di decisioni poco lucide e poco chiare. Mentre il precariato continua a farla da padrone e i concorsi vengono organizzati senza alcuna logica. Non è un caso che in un recentissimo sondaggio la ministra Azzolina sia risultata la meno amata dagli italiani.

La Azzolina è infatti la principale indiziata per il caos-scuole che continua a occupare le prime pagine dei giornali da settimane. Secondo un sondaggio realizzato da Roberto Baldassari per Affaritaliani.it, addirittura sei cittadini su dieci vorrebbero vedere la titolare dell’Istruzione con le valigie in mano, costretta a lasciare il suo posto per manifesta incapacità.

Stando alle rilevazioni effettuate da Baldassari, direttore generale di Lab2101 e professore all’università Mercatorum, il 59,8% degli intervistati ritiene che la Azzolina debba lasciare il ministero, contro il 40,2% che invece non chiede le dimissioni. La percentuale di favorevoli all’uscita dal governo della ministra M5S è leggermente più alta tra le donne (60,2%) mentre tra gli uomini si ferma al 59,4%. Il trend della richiesta di dimissioni della Azzolina è in costante crescita nel tempo: si è passati infatti dal 55,2% di fine agosto al 57,1% dell’11 settembre fino al 59,8% di oggi.

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