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Arresto cardiaco, muore a 20 anni calciatore toscano. La rabbia del padre: “Malori troppo frequenti”.

Pubblicato il 20/02/2024 19:23

Un nuovo dramma, ancora un arresto cardiaco, ancora un ragazzo che ci ha lasciato. La tragica notizia arriva dalla Toscana. E la vittima è un giovane di soli 20 anni. Giocava a calcio in una squadra locale, i biancoazzurri della Lampo, era molto conosciuto nella zona di San Baronto e Lamporecchio e a Stabbia, dove abitava. Una piccola frazione di Cerreto Guidi in provincia di Firenze. Dopo essersi diplomato in Amministrazione Finanziaria e Marketing, aveva preso il posto di amministratore operativo nell’azienda di famiglia, la Coprimax, nel sistema delle ristrutturazioni civili e industriali. Chi lo ha visto giocare racconta di un trequartista dotato di talento. Tanto che la scorsa estate era stato chiamato dal Montespertoli, una squadra dell’Eccellenza Toscana. (continua dopo la foto)

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Chi lo ha conosciuto, descrive un ragazzo buono e sensibile, benvoluto da tutti. La tragedia è avvenuta il 16 febbraio ed è stata resa nota dalla famiglia. Il ragazzo si trovava nell’abitazione dei nonni quando è stato colpito dal malore improvviso. Il papà di Lorenzo, Massimiliano Sabatini, ha esternato con grande dignità tutta la sua rabbia in un’intervista alla Nazione. “E’ stato un arresto cardiaco imponente, irreversibile, gravissimo”, ha spiegato, “e a nulla sono valse le cure tempestive e assai qualificate dei sanitari accorsi, a cui va il nostro più sincero ringraziamento. Notiamo, con amarezza, che questi casi di morte per malore improvviso sono divenuti molto frequenti, troppo”. Una dichiarazione dignitosa e ferma da parte di un uomo che si è visto sottrarre un figlio nel fiore degli anni. (continua dopo la foto)

Lo stesso papà di Lorenzo aveva alle spalle una carriera da sportivo di discreto livello. E ha raccontato che anche lui, due anni fa, era stato colto da una forma di miocardite bloccata solo grazie a una tempestiva terapia. Massimiliano Sabatini ha concluso con parole dedicate a Lorenzo. “Mio figlio non è stato fortunato come me”, ha detto. “Una riflessione e una preghiera per lui. Lorenzo da dov’è adesso aiuterà tutti coloro che hanno un animo buono. Lui amava stare a Stabbia, sentiva che quello era il suo posto ideale”. Ci uniamo al dolore della famiglia di questo ragazzo, e sottoscriviamo le parole di questo coraggioso papà. Questi eventi drammatici sono diventati molto frequenti. Troppo.

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