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“Salviamo l’agricoltura italiana”, un appello che diventa un movimento. Diamoci da fare

Pubblicato il 20/12/2019 10:29 - Aggiornato il 23/12/2019 10:31

Mi ha colpito molto una lettera che mi è arrivata questa mattina. Ho deciso di pubblicarla integralmente qui, perché tratta di un tema a me molto caro (e che considero prioritario, molto più delle scartoffie di Bruxelles) e perché è bene che di Agricoltura si torni a parlare.

Mi scrive un lettore: “Buongiorno Gianluigi. Le scrivo perché ho visto che non ha votato a favore della manovra. Che coincide con il mio pensiero e poi perché mi sembra l’unica persona che è rimasta coerente con il progetto iniziale dei 5 Stelle. Ma non era quello che volevo farle sapere. Io sono un piccolo agricoltore di frutta. Non so se è informato di come sta andando l’agricoltura italiana. Fra un po’ saremo costretti a chiudere tutti. Per l’importazione da tutti i paesi con prezzi che in Italia non riusciremo mai ad avere. Io penso che se siamo in Europa non ci devono essere prezzi differenti. I mercati africani e cinesi non hanno nessun controllo, e non si sa con cosa vengono trattati i prodotti. La manodopera costa 2 Euro al giorno… Insomma, per la Nostra agricoltura si deve fare qualcosa”.

“Noi agricoltori, ma ci sono anche degli esportatori, abbiamo creato il movimento Salviamo l’agricoltura italiana. Siamo circa duemila aziende in tutta Italia. Ma a parte qualche piccola manifestazione con nessun riscontro mediatico non riusciamo a coordinarci per una manifestazione pacifica importante, magari a Roma, per far sentire la nostra voce. Ci serve aiuto. Io non so se qualcuno ci può aiutare. Anche perché in breve tempo non avremo più agricoltura. A presto”.

Di fronte a questa lettera non si può restare indifferenti, e quello che mi scrive questo lettore mi arriva dritto al cuore. Colgo l’occasione di sfruttare questo spazio su Il Paragone per segnalare questo movimento, dargli visibilità come richiesto, e soprattutto per ribadire che io ci sono. Io sto con gli agricoltori italiani e sto dalla parte della gente per bene che lavora e difende la nostra agricoltura. Al più presto farò anche io degli interventi su questi temi e, per quanto mi sarà possibile, farò sentire la mia voce in parlamento.

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