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Anche le palestre sfidano il governo: “Il 15 gennaio restiamo tutti aperti”

L’Italia si ribella al governo giallorosso, stanca di restrizioni e divieti che hanno messo economicamente in ginocchio migliaia di famiglie, abbandonate a loro stesse da chi continua a promettere aiuti che non arrivano mai. Prima è stata la volta dei ristoratori, che da Nord a Sud hanno indetto una protesta per il 15 gennaio: lasciare aperti i locali, nel rispetto dei distanziamenti anti-Covid, nonostante gli obblighi di chiusura imposti dall’esecutivo. Un’iniziativa che ha subito raccolto tantissime adesioni e che non resterà isolata: ad alzare la voce in queste ore sono stati, infatti, anche i titolari delle palestra, altra categoria particolarmente colpita dalle norme introdotte durante la pandemia.

Anche le palestre sfidano il governo: "Il 15 gennaio restiamo tutti aperti"

Federini Milieni, responsabile marketing della All In, società che lavora nel mondo del fitness, ha annunciato a sua volta di voler estendere la protesta anche al suo settore: “Venerdì 15 gennaio riapriremo nelle nostre sedi – ha spiegato sui propri canali social – in Toscana, in Umbria e in Emilia-Romagna. Facciamo anche noi parte dei 30 mila esercenti che hanno aderito all’iniziativa Io Apro”. Una sfida lanciata a un governo che continua a vessare gli imprenditori senza mai tendere la mano. E che verrà portata avanti anche a costo di fare i conti con le forze dell’ordine.

Anche le palestre sfidano il governo: "Il 15 gennaio restiamo tutti aperti"

Già in questi giorni, infatti, Milieni aveva voluto inscenare la sua personale forma di protesta, lasciando aperte le porte di una palestra nel mantovano. Per lui è scattata una multa di 400 euro, sanzione prevista per la violazione del Dpcm. Una sanzione che non ha fermato però l’imprenditore, pronto a fare ricorso e più battagliero che mai: “Chiediamo anche agli altri gestori di palestre di fare come noi”. Un modo per dire “basta” dopo mesi e mesi di rispetto totale delle norme, tenendo le saracinesche abbassate, rinunciando agli incassi in un momento delicatissimo, in cui tanti operatori rischiano di dover chiudere per sempre.

Anche le palestre sfidano il governo: "Il 15 gennaio restiamo tutti aperti"

Come per i ristoratori, anche in questo caso tanti utenti hanno subito risposto alla chiamata attraverso i social, manifestando la propria volontà di aderire alla “disobbedienza civile”. “Lo faremo nel rispetto delle forze dell’ordine, che fanno il loro lavoro e potrebbero venire a controllare. Non fa niente”. Il 15 gennaio rischia dunque di trasformarsi in una giornata campale per il governo, immobile da mesi di fronte alle proteste dei cittadini. Anche perché a ristoratori e operatori del mondo del fitness potrebbero presto unirsi altre categorie.

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