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L’invasione di prodotti africani che mette in crisi l’agricoltura italiana

C’è un’emergenza agricoltura e il governo sembra non essersene accorto. Una volta si importavano dall’Africa solo banane. Adesso agrumi e pomodori dal Marocco, altri agrumi e cipolle dall’Egitto e molte altre tipologie da altri Paesi. Molti esperti del settore denunciano dunque una vera e propria invasione di prodotti italiani a discapito di quelli italiani. Creando così un danno enorme sia alla produzione interna sia all’esportazione, fiore all’occhiello dell’economia italiana. Inoltre, a questo si aggiungono altre emergenze: il ricorrente maltempo (dovuto anche ai cambiamenti climatici e all’inquinamento) e la cimice asiatica che sta devastando il nostro territorio. C’è poi la questione Russia, il cui embargo dal 2014 ha causato la perdita di circa un miliardo di euro l’anno per l’agroalimentare italiano. È tutto? Macché…

A rendere ancora più incerto il futuro del settore si deve aggiungere la Brexit, la contingenza del Coronavirus e la minacci di nuovi dazi Usa. Ma a preoccupare di più – stando anche ai dati – è la recente invasione di prodotti dall’Africa, come si diceva in apertura. A trarre un bilancio ci pensa Carlo Ottaviano sul Messaggero, in un articolo in cui spiega che “i Paesi Bassi conquistano primati anche commercialmente, comprando prodotti freschi da paesi terzi che poi rivendono nel mondo e superando così l’Italia seconda produttrice nel continente”.

Nell’esportazione di ortaggi, l’Italia è addirittura solo quarta (dopo Olanda, Francia e Belgio). “Impietoso è il giudizio di Wilfried Wollbold e Hans-Christoph Behr nel report annuale della fiera. ‘Spagna, Olanda e Belgio – affermano – riescono a perseguire una politica commerciale più performante nell’ambito di un sistema Paese che ha puntato sull’ortofrutta. La disorganizzazione italiana si vede anche sui mercati internazionali: la Spagna esporta per 15 miliardi di euro ed è un dato in crescita, l’Italia è a 5 miliardi ed è in calo’.

I dati del 2019 non sono ancora definitivi, ma la riduzione delle esportazioni dovrebbe attestarsi intorno al 4%, in aggiunta al -5,9% dell’anno precedente. Secondo Coldiretti i dati peggiori della nostra agricoltura riguardano le pere (-30%), gli agrumi (-29%), l’uva (-17%), le cipolle (-15%). La Germania si conferma primo Paese di sbocco, ma le importazioni dall’Italia sono diminuite dell’8,3% a fronte di un +26,8% dalla Spagna e di un +36,1% dall’Olanda. “Il settore – ha ricordato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – costituisce un quarto del valore della produzione agricola nazionale e rappresenta il 20% della spesa alimentare. L’ortofrutta è la prima voce dell’export agroalimentare italiano”. Salviamo l’agricoltura italiana (e anche la nostra salute).

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