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82 Casi di Covid “variante Delta” individuati a Milano. Dubbi e domande sui vaccini

Quando si parla di Covid, si finisce ormai per discutere di varianti più o meno diffuse o aggressive. Anche in realzione ai vaccini e alla loro efficacia. Ora, è la volta della variante Delta, al centro delle cronache dopo il caso del contagio alla Palestra Virgin di Città Studi, causato da un soggetto che aveva già ricevuto due dosi di vaccino. Le autorità sanitarie, infatti, hanno trovato 82 casi di persone contagiate da questo ceppo del virus, prima noto anche come “variante indiana”. Il ceppo Delta è più contagioso e causa più ricoveri in ospedale rispetto agli altri. Per esempio, i sintomi sarebbero più importanti nei loro effetti sull’organismo. I sintomi sono gli stessi del normale Covid – raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, dolori muscolari, diarrea, stanchezza e spossatezza – ma si manifestano in modo più forte. Anche i tempi di guarigione ne risentirebbero. (Ccontinua dopo la foto)

Un’idea delle conseguenze che potrebbe avere il diffondersi del ceppo Delta lo possiamo avere dando un’occhiata oltremanica. Un’analisi della Public Health England (PHE) pubblicata il 3 giugno, ci ha informati che la variante Delta è prevalente in Gran Bretagna ed è del 50% più trasmissibile della variante Alfa (ex inglese). Questa situazione ha portato a un prolungamento delle restrizioni in Inghilterra. E anche a un aumento dei contagiati proprio quando sembrava che la campagna vaccinale avesse ottenuto risultati importanti. Ovvio che anche da noi si moltiplichino le domande sull’efficacia dei vaccini nei confronti di questo nuovo ceppo. A oggi, la resistenza dei vaccini a Delta dev’essere ancora dimostrata. In Israele sostengono che Pfizer, per esempio, è “parzialmente efficace contro la variante indiana”. (Continua dopo la foto)

Ma le domande sono ancora molte e le risposte non del tutto certe, visto che queste continui cambiamenti richiedono un minimo di tempo per essere studiati e valutati. “In Inghilterra sono avanti rispetto a noi di molte settimane per questa variante Delta, e dai loro dati risulta che la copertura vaccinale sia efficace”, fanno sapere dalla direzione Welfare regionale lombarda. “Non c’è motivo di allarme, ma teniamo la situazione sotto stretto monitoraggio”. L’aumento di casi in Gran Bretagna e il prolungamento delle chiusure proposto anche dopo una massiccia campagna vaccinale, però, fa sorgere qualche dubbio. Solo il tempo ci potrà rispondere.

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