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Torna il Mes (come vi abbiamo sempre detto). Ecco come l’Europa ci vuole intrappolare

Pubblicato il 02/05/2022 19:49 - Aggiornato il 03/08/2022 13:46

Tempi duri per l’Europa, che oltre alla guerra si trova ad affrontare l’ennesima crisi economica. Ecco allora che per affrontare i possibili sviluppi, la politica si trova a rispolverare il “caro, vecchio” fondo salva-Stati. Negli ultimi giorni, infatti, gli occhi tornano ad essere puntati sul Mes, il famigerato Meccanismo Europeo di Stabilità.
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Due Paesi mancano all’appello

Nelle scorse settimane l’Eurogruppo si era rivolto al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in merito al ritardo della ratifica nel Parlamento italiano della riforma del Mes. I funzionari di Bruxelles spiegarono che «La ratifica del trattato è quasi completa in quasi tutti gli Stati tranne due. E in uno di questi (la Germania, ndr) la ratifica è bloccata da un ricorso alla Corte costituzionale ed è quindi comprensibilmente non nelle mani del Governo. Non abbiamo altra scelta che aspettare». Per quanto riguarda “l’altro Paese”, ovvero l’Italia, viene comunicato che «la ratifica in Parlamento è ancora sospesa».
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Un uomo di Gentiloni alla guida del Mes

Sono in 15 tra i Paesi dell’Unione europea ad aver completato la ratifica del Mes. Rimangono in sospeso solo Germania e Italia, mentre Francia e Portogallo sono in procinto di completare la procedura. Come riportato su TPI, però, per l’Italia le cose potrebbero cambiare velocemente. Alcuni retroscena, infatti, darebbero Marco Buti, capo di gabinetto del commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni al posto dell’attuale presidente, l’economista tedesco Klaus Regling, in scadenza a fine anno. Che sia un modo per edulcorare la pillola del Mes ad un governo che, all’interno della propria maggioranza, come anche nell’opposizione, registra ancora profonde spaccature sul tema? Molto probabile.
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Come i lettori sapranno, noi alla cancellazione del Mes non abbiamo mai creduto e a quanto pare (purtroppo) abbiamo avuto ragione.

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