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Il Tar: “Mascherine a scuola illegittime”. La sentenza che apre ai risarcimenti per i bambini

Pubblicato il 29/04/2022 11:27

Il Tar del Lazio, con sentenza 9343/2021 si è pronunciato sulla legittimità della misura contenuta nel DPCM del 14 gennaio 2021 che prevede l’obbligo per gli studenti dai 6 anni (dalla primaria) in su ad indossare le mascherine a scuola anche in situazione di staticità al banco anche ove fosse possibile svolgere le ore scolastiche nel rispetto delle distanze previste dalla normativa emergenziale. Questo principio è stato bocciato dai giudici che hanno accolto le istanze dei ricorrenti che hanno lamentato la sproporzione e l’arbitrarietà del provvedimento. Dunque il Tar ha bocciato il provvedimento del governo, ma il governo se n’è fregato e ha continuato a imporre questo obbligo illegittimo. Ora, grazie a questa sentenza, molti avvocati si stanno organizzando per chiedere il risarcimento allo Stato per ogni bambino che ha subito questa ingiustizia. (Continua a leggere dopo la foto)

Alla base della decisione del Tar vi è infatti “la mancanza di prove scientifiche” che diano certezza che la mascherina non possa essere rimossa in condizioni di staticità e in cui le distanze non vengano modificate. Secondo i ricorrenti, inoltre, il provvedimento era in contrapposizione con quanto indicato dall’OMS e dall’Unicef, oltre che dal CTS. Inoltre, i ricorrenti hanno evidenziato come i potenziali danni psicologici subiti dei più piccoli, che si trovano in una delicata fase evolutiva, possa essere superiore ai benefici. La sentenza, quindi ritiene “illegittimo il d.P.C.M. 14 gennaio 2021 nella parte in cui impone l’uso delle mascherine a scuola anche in situazione di rispetto delle distanze previste dalla normativa emergenziale Civid-19 e senza prevedere alcuna misura al fine di garantire che un minore, pur privo di patologie conclamate, possa essere esonerato dall’uso della mascherina in classe ove risenta di cali di ossigenazione o di altri disturbi o difficoltà”. (Continua a leggere dopo la foto)

La sentenza del Tar Lazio passata in giudicato potrebbe aprire la strada alla decadenza dell’imposizione (anche se ormai manca un mese alla fine della scuola) e a un risarcimento per i danni patiti dagli scolari in questi due ami di pandemia. Il ricorso, patrocinato dall’avvocato veneziano Antonella Stefani, insieme a molti colleghi a livello nazionale. chiedeva di dichiarare illegittimi i Dpcm del 2020 e del 2021 nella parte in cui si faceva riferimento a questa situazione. Facendo presente quanto possa essere difficile soprattutto per i più piccoli che fanno il tempo pieno seguire per otto ore la lezione così. La sentenza, pur essendo arrivata tardi, quando ormai entrambi i decreti erano decaduti, apre però nuovi spiragli giuridici. Il provvedimento dei giudici ha dichiarato illegittimi i Dpcm “ai soli fini risarcitori”, nel senso che ha aperto la strada alla possibilità, per le famiglie, di chiedere i danni al Ministero che non ha impugnato la sentenza. (Continua a leggere dopo la foto)

Come scrive Raffaella Vittadello su Il Gazzettino, “l’avvocato Stefani è passata dunque al contrattacco e ha rilevato come i bambini abbiano dovuto indossare mascherine distribuite dal Ministero che sono state poi ritirate perché dichiarate non conformi (e forse anche nocive) oppure abbiano dovuto ripiegare su altre mascherine acquistate privatamente e non fornite dalla scuola. E ha intimato Il Ministero ad esentare immediatamente i minori dall’utilizzo della mascherina al banco come avviene in quasi tutti gli Stati europei ed extraeuropei dove l’obbligo di mascherina è già stato eliminato da mesi e non solo al banco. L’avvocato ha anche proposto un accordo stragiudiziale che prevede il pagamento di cinquemila euro a bambino come risarcimento per i danni patiti alla salute psicofisica, allo sviluppo, alla capacità di apprendimento e alla capacità relazionale.

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