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Sanzioni alla Russia, tutti le annunciano ma nessuno le rispetta. Così noi italiani facciamo la figura dei fessi…

Pubblicato il 23/03/2022 14:37

A parole gli Stati europei sono tutti uniti, schierati contro Vladimir Putin per l’invasione militare dell’Ucraina e decisi a farla pagare al leader russo con sanzioni economiche drastiche. Nei fatti, come sempre, l’Ue si rivela un’Unione solo di nome, in cui in realtà i singoli Paesi si muovono in maniera autonoma e l’Italia, ancora una volta, si ritrova isolata. Lo hanno sottolineato diversi analisti, in questi giorni concitati, evidenziando come gli affari con la Russia non si siano affatto interrotti. Mentre noi, invece, abbiamo scelto di rispettare gli accordi, pagando il prezzo di una crisi che continua a spaventare le famiglie.

Come spiegato da Paolo Del Debbio sulle pagine della Verità, i francesi hanno ripreso le produzioni, i turchi hanno aperto porti e banche agli oligarchi, gli israeliani hanno fatto ponti d’oro agli investimenti e ai trasferimenti di capitale. Con la Germania che, nel frattempo, “parla poco e continua indefessa a perseguire i propri interessi”. Attingendo tra l’altro ai soldi “del Recovery Fun per la transizione ecologica” per far fronte a una possibile diminuzione nell’afflusso di gas dalla Russia e riaprendo le centrali a carbone.

Il tutto mentre l’Italia continua invece a perdere miliardi di euro per onorare il patto sanzionatorio nei confronti di Mosca. Una situazione che solleva la beffarda domanda: “Ma allora, gli unici pirla siamo noi?”. Secondo Del Debbio il rischio è proprio quello di fare una figura a dir poco barbina, pagando un prezzo altissimo per le nostre scelte. Come quella di lasciare spente le sette centrali a carbone pronte a essere utilizzate, strutture simili a quelle che Berlino, invece, ha riacceso in fretta e furia allo scoppio della guerra in Ucraina.

Un cortocircuito generale nel quale, tanto per capire l’assurdità della situazione, l’amministratore dell’Eni Paolo Scaroni ha spiegato ai microfoni di Quarta Repubblica che la Russia continua a fornire gas all’Ucraina, che a sua volta lo paga regolarmente. Un caos nel quale l’Italia continua a rispettare i patti, gli altri Paesi Ue no. Anche perché non esistono organismi internazionali dotati del potere di punire chi, una volta sottoscritti gli accordi, poi non li osserva. Rischiamo davvero, insomma, di fare la figura dei fessi.

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