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Sospeso e senza stipendio: la storia del prof che fa lo sciopero della fame davanti alla sua scuola

Pubblicato il 16/02/2022 08:30

Sospeso e senza stipendio. Ma per nulla intenzionato a cedere. Anzi. Lotta più che mai e lo fa con il gesto simbolico più forte: lo sciopero della fame. Dopo la protesta dei genitori no vax di fronte alla scuola media De Andreis, dopo il prof di Storia e Filosofia dell’Einstein che ha deciso di occupare il liceo contro la Dad obbligatoria per gli studenti non vaccinati, un altro professore scende sul piede di guerra a Milano contro il vaccino anti Covid. Si tratta di Lorenzo, 60 anni, docente di violino, che – come racconta il Corriere – si è presentato, come al solito, lunedì mattina prima del suono della campanella, puntuale per l’inizio delle lezioni nella scuola media a indirizzo musicale in cui insegna: l’Istituto comprensivo Franceschi di via Cagliero. Ma, invece di varcare i cancelli, ha sistemato una sedia e un cartellone sul marciapiede ed è rimasto lì fino alle 14.30, orario d’uscita degli alunni. (Continua a leggere dopo la foto)

Sul cartellone, l’annuncio che ha avviato uno sciopero della fame. Mantovano, ma residente a Milano, il professore insegna alla Franceschi da anni e, lunedì 7 febbraio, ha ricevuto la sospensione, perché non vaccinato, come previsto dalla legge entrata in vigore il 15 dicembre. “A dicembre però ero malato, quando sono tornato a gennaio ho ricevuto l’invito a mettermi in regola, poi ci sono stati i 20 giorni di tempo per prenotare la vaccinazione, cosa che io non ho fatto. E quindi siamo arrivati ad oggi – racconta l’insegnante –. Ci tengo però a dire che non sono un no vax: sono contro questo vaccino che è sperimentale, tutti gli altri li ho fatti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega ancora il professore: “La preside è venuta a parlarmi e mi ha detto che, non appena mi vaccinerò la sospensione cesserà, ma io non intendo farla”. Qualcuno degli alunni si ferma a salutarlo, la maggior parte lo fotografa con il cellulare e chiede: “È ancora lì?”. Una collega passa e lo saluta, dicendogli di stare attento al freddo. Una donna in bicicletta si ferma, gli fa i complimenti e dice a un gruppetto di ragazzi di fare come dice lui. “Domani non ci sarò ma da mercoledì verrò qui tutte le mattine”, assicura insieme alla compagna, che resta con lui a protestare per solidarietà. (Continua a leggere dopo la foto)

“Ho scelto di non cedere al ricatto della vaccinazione obbligatoria per poter lavorare”, si legge sul manifesto esposto dal professore davanti all’ingresso della scuola. “L’insegnante che difende la propria libertà e i propri diritti è criminalizzato e discriminato come ai tempi delle leggi razziali”.

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