in

“No all’obbligo!”. La Germania boccia la vaccinazione forzata. Resta solo l’Italia

Pubblicato il 07/04/2022 15:47

È ufficiale: la Germania non metterà l’obbligo di vaccinazione anti-covid per le persone sopra i 60 anni il Parlamento ha infatti respinto oggi, giovedì, la proposta con 378 voti a 296. La proposta, frutto di un compromesso tra favorevoli e contrari all’immunizzazione obbligatoria generale tra cui un gruppo di deputati dei partiti di governo SPD, Verdi e FDP, è stata, infine, bocciata dal Parlamento tedesco. Una rilevante parte dell’FDP ha opposto forte resistenza al provvedimento.
(Continua a leggere dopo la foto)

Proprio in questi giorni erano state allentate le misure restrittive in contrasto alla diffusione del coronavirus: a partire dal primo maggio, le persone contagiate col Covid-19 e quelle entrate in contatto con loro, saranno sottoposti soltanto ad una quarantena volontaria di cinque giorni. Questo anche grazie al calo dei contagi, con una curva che ha ormai sorpassato il picco massimo.
(Continua a leggere dopo la foto)

La sconfitta di Scholz

Il “no” del Parlamento sancisce una vera e propria sconfitta per il cancelliere Olaf Scholz ed il ministro della salute Karl Lauterbach. Entrambi, infatti, si erano dichiarati apertamente favorevoli.

Potrebbe interessarti anche: “Alterazioni del ciclo mestruale”. Lo studio che conferma l’ennesimo “danno collaterale”

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

Addio a 300 posti di lavoro! Il “liquidatore” chiude un altro pezzo della nostra storia

“Il 99,6% dei pazienti sono guariti”. Lo studio sulle cure precoci certifica le colpe di Speranza