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“L’UE è un’organizzazione politicamente fallita”. Orsini asfalta Formigli e Mieli

Pubblicato il 14/03/2022 18:30

Ospite di Piazza Pulita su La7, Alessandro Orsini, ha condannato l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, specificato però come la responsabilità politica sia dell’Unione Europea, aggiungendo che “L’Ucraina è fondamentalmente persa”. Dichiarazioni che hanno scatenato una vera e propria bufera sul Professore.
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“No alla censura contro Alessandro Orsini”: la petizione dei professori a favore del collega accusato di essere “filorusso”

Le dichiarazioni incriminate

Ospite di Piazza Pulita su La7, Orsini ha condannato l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, aggiungendo però una scomoda verità, ovvero come la responsabilità politica dell’attuale situazione sia attribuibile all’Unione Europea. «Se il Messico si alleasse con Putin gli Stati Uniti lo distruggerebbero» ha detto l’esperto, presentando un esempio pratico. Inoltre, parlando alla Radio Svizzera Italiana, Orsini aveva detto che «l’Ucraina è fondamentalmente persa» e che «l’unica via per salvare i civili, è scendere a compromessi con Putin». Dichiarazioni condivisibili o meno, ma indiscutibilmente lucide e contestualizzate.
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La Luiss attacca il proprio esperto

La Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli (Luiss) è un’università privata italiana con sede a Roma, fondata nel 1974 da Umberto Agnelli. L’università è orientata all’insegnamento delle scienze sociali, in particolare giurisprudenza, economia, management, finanza e scienze politiche. Dopo le analisi di Orsini, la Luiss aveva precisato che: “Nel tragico contesto di una guerra, l’attività di analisi e ricerca di ogni centro, scuola, o dipartimento Luiss diventa ancor più rilevante, richiedendo solida capacità di interpretazione e racconto del contesto geopolitico, equilibrio e capacità di dialogo con l’opinione pubblica”. La Luiss, a questo proposito, “reputa dunque fondamentale che, soprattutto chi ha responsabilità di centri di eccellenza come l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, debba attenersi scrupolosamente al rigore scientifico dei fatti e dell’evidenza storica, senza lasciar spazio a pareri di carattere personale che possano inficiare valore, patrimonio di conoscenza e reputazione dell’intero Ateneo”.
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Il curriculum di Orsini

In un’epoca in cui, pur non avendone azzeccata mezza, gli “esperti” sono diventati delle vere e proprie star televisive negli ultimi due anni, monopolizzando i salotti delle principali trasmissioni diurne e serali, ecco che ora vediamo giornalisti e politologi ridere in faccia a chi, andando contro corrente, tenta di articolare analisi alternative sulle responsabilità di chi ci ha traghettato in questa situazione. Ma vediamo il curriculum di Orsini:
–  Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS e del quotidiano Sicurezza Internazionale.
– Professore associato nel Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, dove insegna Sociologia generale e Sociology of Terrorism.
– Membro della commissione per lo studio dell’estremismo jihadista con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2016.
– Research Affiliate al MIT di Boston dal 2011, dove è stato Visiting Scholar nel Department of Political Science e al Center for International Studies.
– Membro del comitato “scenari futuri” dello Stato Maggiore della Difesa.
– Membro del comitato scientifico della rivista “Studies in Conflict and Terrorism”.
– Membro del Radicalization Awareness Network, istituito dalla Commissione Europea per studiare e prevenire i processi di radicalizzazione verso il terrorismo (2012-).
– Ex-direttore del Centro per lo Studio del Terrorismo dell’Università di Roma “Tor Vergata” dal 2013 al 2016.
– È stato invitato a presentare i suoi studi in numerose università americane. Tra queste Harvard, MIT, Johns Hopkins, Brookings Institution, Trinity College, Boston College, New York University.
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La petizione in favore del professore

«Le analisi di Alessandro Orsini non hanno alcunché di censurabile. Si fondano su studi scientifici rigorosi e sulle più accreditate teorie delle relazioni internazionali». Questo è il tema della petizione “No alla censura contro Alessandro Orsini”, lanciata sulla piattaforma petizioni.it da “colleghi e colleghe” del docente e diretta al Ministro dell’Università Maria Cristina Messa (in foto). Il testo della petizione riporta che «Il professor Alessandro Orsini, direttore e fondatore dell’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss è stato censurato dalla sua università, la Luiss Guido Carli, per le sue analisi sulla guerra in Ucraina svolte a Sky Tg 24 e a Piazza Pulita su La 7. Esprimiamo la nostra solidarietà ad Alessandro Orsini e denunciamo il clima di oscurantismo che si sta diffondendo in Italia: un clima che rischia di colpire un numero sempre maggiore di colleghi, proprio nel momento in cui è vitale la presenza di studiosi dal pensiero libero e coraggioso».
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L’esperto torna in TV per chiarire la sua posizione

Nonostante tutto il professore, per fortuna, in TV ci è tornato. Le premesse con cui ha dovuto iniziare il suo discorso, però, sono alquanto inquietanti: «Parlo a titolo personale. Non rappresento nessuno. Condanno l’invasione della Russia e sto dalla parte degli ucraini. Penso che quando un professore universitario, prima di parlare, deve fare tutte queste premesse, vuol dire che non c’è un bel clima». Queste le parole di Orsini a inizio analisi, parole che dovrebbero far seriamente riflettere sullo stato in cui verte la libertà di informazione e di opinione in Italia. Dopo la trasformazione di Cacciari e Agamben in reietti, ecco che ora è il turno di Orsini.

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