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Insegnanti, il caos Green pass manda in tilt le casse delle scuole

Pubblicato il 28/03/2022 09:57

Come vi avevamo raccontato nei giorni scorsi sulle pagine del Paragone, tra le follie del governo Draghi c’è anche l’assurda gestione della pandemia tra i banchi di scuola, ancora oggi che pure l’emergenza sembra ormai alle spalle e tanti Paesi hanno già abolito le restrizioni. Nel nostro Paese, per volontà precisa di chi ci governa, siamo invece arrivati al punto di dare il via libera al ritorno a scuola degli insegnanti non vaccinati, purché però non entrino in aula. Come trascorreranno la giornata, di preciso, non è dato saperlo. Leggendo il giornale in una stanza, possiamo ipotizzare, o guardando film al cellulare. Una scelta assurda che, tra l’altro, graverà non poco sulle tasche dei cittadini.

I presidi sono subito insorti contro il nuovo decreto legge del governo, non sapendo bene cosa fare dei circa 4.000 docenti non vaccinati che a breve potranno tornare nelle scuole, senza però insegnare. “Il ministero della Salute non ci fornisce informazioni in merito” ha tuonato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. Sottolineando come questi insegnanti, per legge, dovrebbero ora svolgere “mansioni non a contatto con gli studenti”. Quali? “Non esistono, è una finzione”.

foto ipp clemente marmorino milano 1109 2011 – coronavirus covid 19 – liceo scientifico volta 1 giorno di scuola con green pass -studenti e docenti

E così le scuole dovranno continuare a pagare dei supplenti per sostituire nell’attività di insegnamento professori ai quali sarà data la possibilità di entrare nell’istituto ma non in classe. Sulle pagine della Verità, Patrizia Floder Reitter ha quantificato in circa 29 milioni di euro la spesa necessaria per le sostituzioni fino al 15 giugno, data per la quale è fissato il termine dell’obbligo vaccinale. Un esborso che richiederà “tagli da altre parti, ovvero gli stanziamenti finalizzati al miglioramento dell’offerta formativa, della ricerca e della sperimentazione didattica”.

Un allarme lanciato anche dalla Federazione lavoratori per la conoscenza Cgil: “I fondi necessari per pagare i supplenti dei docenti rientrati senza vaccinarsi vengono sottratti dal fondo di istituto: si prendono cioè alle scuole. Questo senza tenere conto che tali risorse sono già state oggetto di programmazione didattica e contrattazione, e dunque già impegnate per altre attività”. Soldi teoricamente destinati all’istruzione, insomma, verranno ora invece impiegati per pagare i supplenti. Mentre i docenti vaccinati resteranno chiusi in una stanza a leggere il giornale. Non per volontà loro, sia chiaro, ma per ordine di un governo che insiste su una linea sempre più indifendibile.

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