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Covid,”come giornalisti abbiamo fallito”. Il grande giornale chiede scusa ai lettori, dubbi sui dati in tutto il mondo

Pubblicato il 15/01/2022 11:05

“Chiediamo scusa ai lettori per non aver assunto una posizione sufficientemente critica nei confronti del nostro governo e dei numeri che ci venivano forniti sull’emergenza Covid”. Una frase che dalle nostre parti nessuna testata si sognerebbe mai di iscrivere, considerando il livello di totale asservimento dei principali media nei confronti della politica. E che invece ha fatto capolino sulle pagine del giornale danese Ekstra Bladet, in un articolo firmato dal giornalista Brian Weichard che ha sostanzialmente recitato il mea culpa pubblicamente. Ricevendo il plauso immediato di tanti utenti sui social.

Weichardt ha sottolineato nell’articolo come per circa due anni la stampa si stata “attenta in maniera ipnotica ai dati forniti quotidianamente dalle autorità su morti e contagi legati al Covid” finendo per farsi totalmente assorbire dalla lettura dei numeri che venivano pubblicati dal governo e trascurando qualsiasi senso critico, quello che pure dovrebbe muovere la professione di giornalista. Per questo, sono arrivate le scuse ai lettori, che a ragione avrebbero dovuto attendersi un servizio di vigilanza più efficace sulle politiche dell’esecutivo danese.

“Non ci siamo sforzati abbastanza nel chiedere al governo di fare chiarezza su quali decessi fossero realmente legati al Covid e quali no – ha spiegato Weichardt – con il risultato che i numeri forniti dall’esecutivo si sono rivelati sui morti a causa del virus si sono rivelati 27 volte superiori a quelli reali. Gonfiati, inserendo nel conteggio ogni persona positiva anche se non deceduta a causa del virus, senza che noi giornalisti ce ne preoccupassimo”.

Il giornalista ha poi puntato il dito anche contro le autorità, accusandole di essere le principali responsabili di un clima di terrore ingiustificato: “Avrebbero dovuto fornirci i veri dati già da almeno due anni, così da permetterci di inquadrare nella maniera corretta l’emergenza e capirne la reale portata”.

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