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Le industrie in Francia Germania e Spagna sono ripartite!

Pubblicato il 14/04/2020 12:30 - Aggiornato il 14/04/2020 12:55

L’Italia ha bisogno di ripartire, certo con le giuste procedure di sicurezza, ma è assolutamente necessario rimettere in moto l’articolato ingranaggio della produzione. Ogni giorno tolto alle aziende si traduce in esponenziali perdite che renderanno ancora più difficile la ripresa. Questo lo sanno bene gli imprenditori che l’economia la respirano e la vivono quotidianamente sulla propria pelle. Quelli che hanno sulle proprie spalle il peso diretto e schiacciante delle conseguenze economiche della quarantena. Così le imprese, specie quelle del nord, spingono affinchè si accorcino i tempi.

Maurizio Casasco, presidente di Confapi, con a capo 80 mila piccole e medie industrie e un milione  di dipendenti spiega che non c’è tempo da perdere: “Francia, Germania e Spagna sono ripartite, non possiamo rimanere indietro: ci vuole un riallineamento con l’Europa.” Una tra le conseguenze del ritardo è quella di rimanere fuori dal mercato internazionale. Gli altri Stati non si sono bloccati come il nostro. E ritardare il rientro potrebbe voler dire rimanere tagliati fuori. Perdere quello che si era costruito fin qui. Il presidente continua: “Proponiamo di riaprire subito le imprese che hanno commesse estere. E di farlo in sicurezza.”

Ma i sindacati non sono favorevoli. E’ troppo presto, insiste Gianna Fracassi, vicesegretaria della Cgil: “Non è questo il momento di forzare una data.” E’ importante che ci siano le condizioni per un ritorno all’operatività in sicurezza. Ma ahinoi, fa notare Fracassi: “Non mi sembra ci sia un modello chiaro”. Non ci sono i giusti presupposti. Fracassi sottolinea che è necessario garantire guanti, tute, mascherine e ripensare all’intera organizzazione: turni, distanziamento, modalità di trasporto…” Questi gli elementi che frenano dunque i sindacati e probabilmente la ripresa. 

Di fatto, mentre l’Italia sta ancora gestendo e costruendo i giusti presupposti, gli altri Stati sanno già come muoversi per riprendere la navigazione. L’Italia, come al solito, resta qualche passo indietro anche se è stata la prima a imbarcarsi in questa tempesta. 

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