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Segreti e silenzi del governo. Vittime Covid-19, la denuncia dell’associazione arriva in Senato: “Ora una commissione d’inchiesta”

Pubblicato il 01/06/2022 12:06 - Aggiornato il 01/06/2022 12:12

Approda in Senato la protesta dell’associazione vittime Covid-19. Su invito e organizzazione del sen. Gregorio De Falco ( capitano di marina della capitaneria di santa Margherita ligure all’epoca del naufragio di Costa Concordia) giovedi 26 maggio 2022, alla presenza di decine di familiari delle vittime covid-19 provenienti da varie città italiane, con Robert Lingard, il gen. Pier Paolo Lunelli, l’avv. Luca Berni e l’avv. Alessandro Pedone (facenti parte del team legale che assisite i familiari delle vittime covid 19 in causa con il Ministero della Salute, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Regione Lombardia) abbiamo tenuto una conferenza nell’aula Nassirya del Senato della Repubblica; moderatrice dell’incontro è stata Maddalena Oliva, vice redattrice del Fatto Quotidiano. Ad aprire il dibattito il sen. Gregorio De Falco che ha ribadito il suo impegno nella riproposizione di una Commissione di Inchiesta bicamerale parlamentare che indaghi sulla gestione pandemica italiana. Sono intervenuti anche dell’on. Bellucci (capogruppo di FdI alla camera nella commissione Affari Sociali,) ed il sen. Paragone, che hanno formalizzato pubblicamente il sostegno all’azione dei familiari delle vittime riuniti nell’associazione #sereniesempreuniti, ed alla richiesta di una commissione di inchiesta parlamentare bicamerale che i familiari stanno chiedendo a gran voce ormai da due anni. (Continua dopo la foto)

Tema della conferenza è stata la denuncia della violazione del principio dell’accountability da parte delle istituzioni rispetto agli atti ed alle decisioni in particolare del Ministero, ma non solo lui, che tutti i cittadini italiani hanno subito con gli atti ed i vari provvedimenti emanati durante l’emergenza pandemica.
A partire dalla secretazione di atti (pensiamo ai documenti relativi all’invio dei militari nella bergamasca il 05 marzo 2020 ed al successivo loro ritiro dopo 3 giorni, su cui il Consiglio di Stato ha messo il veto definitivo alla desecretazione) al mancato riscontro degli accessi agli atti che abbiamo effettuato nel corso di questi ultimi due anni (per esempio il numero di prescrizioni mediche e pediatriche per polmoniti anomale – e non solo – dei mesi di ottobre-dicembre 2019 e gennaio-febbraio 2020 o il numero di passeggeri in transito anche con voli indiretti negli aeroporti lombardi nei mesi di gennaio-febbraio 2020), a partire dalla mancata consegna da parte della maggioranza di Regione Lombardia dei verbali delle riunioni del Cts lombardo, sulla scorta dei quali vennero emanate delibere e provvedimenti o non ne vennero emanati a partire da domande ancora senza risposta (chi diede l’ordine di riaprire l’ospedale di alzano per esempio).
Tutto ciò per continuare a nascondere responsabilità immani che ormai non si possono più negare. (Continua dopo la foto)


Abbiamo rilevato che la nostra volontà di scoprire la verità e di renderla evidente a tutti i cittadini è stata ed è incrollabile nonostante Robert Lingard, durante il suo intervento, abbia comunicato di essere venuto a conoscenza di attività di dossieraggio su di noi.
Il dato certo e documentato è che noi non solo non avevamo nulla (a partire da tamponi e dpi per medici e sanitari) ma il Ministero della Salute ha mentito all’OMS ed all’Unione Europea nei questionari di autovalutaizone (l’ultimo dei quali inviato il 04 febbraio 2020) affermando che eravamo preparati ad affrontare una pandemia, abbiamo dichiarato di aver attuato tutto quanto previsto nel Regolamento Sanitario Internazionale del 2005 (peraltro mai pubblicato in Italia pur essendo stato ratificato). Oggi abbiamo la conferma altresì, anche attraverso l’analisi del gen. Lunelli sulle autovalutazioni inviate all’OMS l’anno passato (articolo “La Verità” 01.06.2022), che l’Italia ha sempre inviati dati “gonfiati” negli anni precedenti. Un dato per tutti: nel questionario inviato all’OMS il 04 febbraio 2020 (relativo all’anno 2019) sulla prima capacità (quella che di fatto riassume l’impalcatura della preparazione ad un evento pandemico per intenderci) il ministero si era attribuito una preparazione del 95%. Nel questionario autovalutativo inviato nel 2021 sulla stessa capacità n. 1 il ministero si è attribuito una preparazione del 20%: da ottimo ad insufficiente, in un anno e dopo un anno di interventi in ambito di “preparazione” sanitaria ad emergenze epidemiche e pandemiche. Curioso, no? (Continua dopo la foto)


Tutto questo per ribadire la necessità di una commissione di inchiesta bicamerale parlamentare e, considerata l’evidenza di responsabilità istituzionali, politiche e rilevanti in sede civile, ci aspettiamo che l’avvocatura e la regione Lombardia chiedano una transazione, anche per evitare ulteriore danno erariale (quanto al ministero) per aver proseguito in una causa che ben a questo punto potrebbe chiudersi.
Da due anni la Pubblica Amministrazione sta violando il principio della trasparenza, il principio del buona governance che impone che le istituzioni rendano conto delle proprie azioni ai cittadini, che sono elettori di chi li dovrebbe rappresentare ed in cui dovrebbero porre la loro fiducia. E’ ora di cambiare marcia. (Avv. Consuelo Locati)

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