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Imprese e famiglie sul baratro: è urgente riaprire e tornare alla normalità. Naccari:“Pronti a nuove iniziative di protesta”

di Pasquale Naccari, presidente TNI Horeca Italia

“Imprese e famiglie sono sul baratro. In un anno non è cambiato niente, anzi, la situazione è peggiorata. L’unica novità portata dal governo Draghi? E’ sparita l’opposizione, anche se qualcuno negli ultimi giorni sta chiedendo di riaprire dopo Pasqua, una cosa che condividiamo. Ormai tutti sono sulla stessa linea: distruggere il piccolo e medio imprenditore, a vantaggio delle multinazionali”. Pasquale Naccari, presidente di TNI Horeca Italia, lancia il suo j’accuse contro il governo e annuncia nuove inizitive di protesta del mondo della ristorazione.

“Non sembra di vivere nella realtà, ma in film comico. Il sistema a colori è fallito, serve solo a far chiudere e aprire le attività commerciali, portando gli imprenditori alla disperazione. Intorno, la vita prosegue normalmente. E, intendiamoci – sottolinea Naccari – non è una critica nei confronti dei cittadini, che vogliono giustamente tornare alla normalità. Anche noi, però, vogliamo tornare alla normalità, vogliamo poter lavorare all’aperto, nello stesso modo in cui la gente usufruisce dei parchi pubblici, mangiando cibo comprato al supermercato e spesso usufruendo delle pedane dei locali che sono chiusi”. “Insieme ai piccoli e medi imprenditori – prosegue il presidente – stanno scivolando nel baratro le famiglie, che non hanno più soldi, non hanno più un reddito e non sanno come sostenere i costi per la casa e per i figli”.

“In quanto al cambio di colore della Toscana, che da oggi è tornata rossa – commenta – si tratta dell’ennesimo schiaffo e dell’ennesima beffa per una regione tra le più vessate e che si trova nelle peggiori condizioni dal punto di vista del piano vaccinale e di quello epidemiologico. Dopo ormai più di 380 giorni, di cui quasi 270 chiusi a cena, con poche aperture a pranzo e con la beffa di San Valentino, giorno perso per il passaggio della regione dal giallo all’arancione, i costi fissi sono lievitati. Se, dopo tutte queste chiusure, i contagi non sono ancora diminuiti, significa che, evidentemente, i luoghi di contagio non sono certo i ristoranti. Facciamo il contrario, allora: chiudiamo tutto il resto ed apriamo i ristoranti”.

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