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Strutture di ricerca biologica. Ucraina, la clamorosa ammissione del sottosegretario USA

Pubblicato il 09/03/2022 19:50

La Russia ha accusato gli Stati Uniti di portare avanti programmi di sviluppo di armi biologiche in Ucraina. L’addebito arriva direttamente dalla portavoce del Ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova. Sale la tensione tra le due superpotenze e nella querelle si inserisce anche la Cina. Dagli Stati Uniti arriva la clamorosa ammissione: “abbiamo dei laboratori”.
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Le dichiarazioni della portavoce russa

Le parole di Maria Zakharova fanno il giro del mondo tramite la pubblicazione del TASS. «In questi giorni, i nostri timori di lunga data, che abbiamo espresso ripetutamente e non si tratta del primo anno, in merito allo sviluppo da parte degli Stati Uniti sul territorio dell’Ucraina di materiali biologici per scopi militari sotto gli auspici delle autorità competenti Servizi speciali statunitensi, sono stati confermati» ha precisato la portavoce. «Ciò è stato confermato, non solo dai materiali e dai dati che ottenuti operativamente sul territorio dell’Ucraina, non solo dalle dichiarazioni dei dipartimenti competenti di Kiev, ma anche anche direttamente a Washington durante il discorso della sottosegretaria di Stato Usa, Victoria Nuland». 
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Maria Zakharova

Le ammissioni degli Stati Uniti

Proprio nella giornata di ieri la Nuland, sottosegretario di Stato americano per gli Affari Politici, aveva esplicitato che «ci sono strutture di ricerca biologica in Ucraina, infatti ora siamo piuttosto preoccupati che l’esercito russo possa cercare di prenderne il controllo. Stiamo lavorando con gli ucraini su come possono impedire che uno qualsiasi di quei materiali di ricerca cada nelle mani delle forze russe se dovessero avvicinarsi». Rispondendo al Senatore repubblicano della Florida Marco Rubo, la Nuland è stata chiamata come testimone davanti al Comitato per le Relazioni Estere del Senato sull’invasione della Russia in Ucraina: «Sono sicura al 100% che se ci fosse un attacco biologico questo sarebbe da parte della Russia. È chiaro che la Russia perderà questo conflitto è solo una questione di tempo. L’Ucraina ha bisogno di un continuo sostegno difensivo da parte degli Stati Uniti e degli alleati europei, inoltre potremmo approvare ulteriori sanzioni economiche contro la Russia».
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Victoria Nuland

Anche la Cina chiede spiegazioni

Apprese tali notizie la Cina si subito mobilitata tramite il proprio Ministero degli Esteri, esortando gli Stati Uniti a rivelare più informazioni sui laboratori biologici che gestisce in Ucraina, in modo da garantire la loro sicurezza. Il portavoce Zhao Lijian ha affermato in una conferenza stampa che per la salute e la sicurezza delle persone in Ucraina, nelle aree circostanti e nel mondo intero, tutte le parti interessate dovrebbero garantire la sicurezza di quei laboratori. «In particolare, gli Stati Uniti, in quanto parte che conosce meglio i laboratori, dovrebbero rilasciare quanto prima informazioni specifiche pertinenti, compresi i virus archiviati e la ricerca che è stata condotta», ha affermato Zhao. «Le attività biomilitari statunitensi in Ucraina sono solo “la punta dell’iceberg”. Qual è la vera intenzione degli Stati Uniti? Che cosa ha fatto esattamente? Queste sono sempre state fonte di timori per la comunità internazionale», così ha concluso il portavoce cinese.
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Zhao Lijian

Tensione alle stelle

L’escalation continua ad autoalimentarsi. Nuovi risvolti inquietanti vengono a galla col passare del tempo. Gli Stati Uniti hanno bloccato per 20 anni la costruzione del protocollo di verifica della Convenzione sulle armi biologiche e hanno rifiutato di accettare ispezioni di strutture biologiche all’interno e all’esterno dei propri confini, aggravando ulteriormente le preoccupazioni della comunità internazionale. Ora, la richiesta di spiegazioni arriva dai due colossi principali del blocco euroasiatico. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti controlla 336 laboratori biologici in 30 paesi.

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