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L’isola del coraggio: Paros sfida la plastica e lancia la sua personale campagna contro l’inquinamento dei mari

Pubblicato il 20/08/2019 14:10 - Aggiornato il 20/08/2019 14:11

La lotta alla plastica nasce da una piccola ma coraggiosa isola, quella di Paros, nelle Cicladi. Che ha scelto di combattere la sua personalissima battaglia accogliendo fin dall’arrivo i turisti con cartelli che mostrano i devastanti effetti dei rifiuti gettati in mare sulla fauna che lo popola. Un’iniziativa destinata a passare alla storia, la prima in Europa e nel Mediterraneo. La popolazione locale è di 13.500 persone ma cresce durante i mesi estivi fino a toccare le 400mila. E proprio in quel periodo l’inquinamento fa registrare picchi preoccupanti, con i bidoni della spazzatura strapieni e le acque che fin troppo spesso vengono scambiate per cestini.

Dopo la crisi economica che ha messo in ginocchio la Grecia, la gestione dei rifiuti ha subito pesanti tagli. Così, dallo scorso metà aprile, l’isola ha deciso di cambiare rotta e dire no alla plastica. Per farlo si è data tre anni di tempo e si è affidata a dei veri e propri esperti. A guidare le operazioni è infatti l’ong britannica Common Seas, che sta sperimentando anche in altre parti del mondo un concetto simile, come in tre isole dell’Atollo di Baa, alle Maldive. Per Common Seas le isole rappresentano un perfetto microcosmo dove è possibile seguire facilmente i flussi della plastica.

L’obiettivo di Clean Blue Paros è anche questo: non solo coinvolgere i vari esercizi commerciali sull’isola nel non usare più bottiglie, cannucce, bicchieri, o sacchetti usa e getta, ma anche monitorare i flussi di questi materiali e soprattutto educare le persone a vivere senza, fin dall’età più tenera. Ecco, allora, iniziative come la distribuzione di borracce riutilizzabili. Calcoli alla mano, questa piccola azione sottrarrà 522 mila bottiglie di plastica all’anno all’ambiente. Gli attivisti di Common Seas stanno poi lavorando col Comune di Paros, il Wwf locale e il fondo per la salvaguardia delle Cicladi, a un sistema di filtraggio dell’acqua che arriverà nelle case e nei locali di Paros.

Sul posto sono poi in corso studi e analisi per verificare la presenza di plastica in discarica, lungo la costa e nelle strade. Al Corriere della Sera, una delle attiviste ha raccontato: “Uno dei primi risultati che abbiamo riscontrato nella nostra ispezione dei rifiuti è che tra l’11 e il 33 per cento di quello che finisce in discarica potrebbe essere riciclato”. Le ispezioni continueranno per i prossimi tre anni e nel mentre si cercheranno soluzioni. “Abbiamo visitato 70 esercizi commerciali, in più di 50 si sono già impegnati a ridurre la plastica monouso come cannucce, bottigliette d’acqua, sacchetti, e contenitori take- away”.

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