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“Dopo le restrizioni record di contagi.” Il caso Nuova Zelanda fa tremare i governi di tutto il mondo

Pubblicato il 28/02/2022 19:19

Da zona Covid-free al record di contagi

In Nuova Zelanda si sta registrando il più alto picco di contagi mai raggiunto. Nei mesi scorsi era stata dichiarata Covid-free. La Premier Jacinda Ardern ha annunciato la prosecuzione delle restrizioni: «Mai sperimentato una cosa simile in passato».
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I contagi salgono esponenzialmente

«Stiamo entrando in una fase nuova della pandemia, nulla che abbiamo già sperimentato in passato. Per la prima volta in due anni i neozelandesi avranno a che fare molto di più con il Covid. Sarà un periodo di rischio come non lo abbiamo mai vissuto». Queste le dichiarazioni di Jacinda Ardern. Il Primo Ministro neozelandese ha allertato la popolazione in merito alla crescita esponenziale dei casi covid, questo dopo aver dichiarato mesi scorsi lo status di “Covid-free”. Negli ultimi 10 giorni si è passati da 1.885 casi ai 15.016 di ieri, ma secondo gli esperti il numero reale potrebbe essere molto più alto a causa dei ritardi nell’analisi dei tamponi.
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Le restrizioni rimangono

Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha affermato che le restrizioni relative al Covid-19, inclusi obblighi e pass per i vaccini, inizieranno ad allentarsi una volta che il paese sarà “ben oltre” il picco dell’epidemia di Omicron. In una conferenza stampa post-gabinetto di lunedì, Ardern ha affermato che è probabile che il numero dei casi raggiungerà il picco tra la metà e la fine di marzo, o tra tre e sei settimane. Ci si aspettava che il numero dei casi raddoppiasse ogni tre o quattro giorni. «È probabile che molto presto conosceremo tutti persone che hanno il Covid o potenzialmente lo prenderemo noi stessi», ha dichiarato. L’annuncio arriva quando centinaia di manifestanti entrano nel loro 14° giorno di occupazione dell’area adiacente al parlamento. «Le restrizioni si attenueranno quando ciò non comprometterebbe la vita di migliaia di persone, e non perché i manifestanti lo abbiano richiesto» ha detto Ardern.«Ora non è il momento di smantellare il nostro duro lavoro e la nostra preparazione, di rimuovere la nostra armatura proprio mentre inizia la battaglia.»
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Una (non) sorprendente coincidenza

Un modus operandi quello del Primo Ministro neozelandese che anche noi conosciamo bene. Ma come mai le proteste in tutto il mondo si fanno sempre più forti con il passare del tempo? Probabilmente la riposta sta nel fatto che l’incremento ha iniziato a palesarsi dopo l’introduzione di misure restrittive particolarmente stringenti. La Nuova Zelanda, infatti, ha riportato l’equivalente di 900.000 casi negli Stati Uniti dopo aver introdotto l’obbligo di mascherina ed il passaporto vaccinale, raggiungendo di conseguenza uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo. I casi sono aumentati dell’8.425% da quando sono passati alle restrizioni più dure e al potenziamento dei passaporti vaccinali.
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I dati raccontano una diversa verità

È chiaro come questi dati mettano in discussione la narrazione degli ultimi due anni in tema di restrizioni e tutela della salute. È vero che ogni Paese fa storia a sé, specialmente se localizzati in emisferi diversi, ma è altrettanto vero che una situazione simile l’abbiamo vissuta anche in Italia, passando dai 22.210 contagi del 1 gennaio 2021 agli oltre 140.000 del 1 gennaio 2022, registrando anche noi un clamoroso incremento della curva pandemica dopo l’introduzione di Green Pass e obblighi vaccinali. Forse sarebbe il caso di riflettere su questi dati ed iniziare a farsi qualche domanda sull’effettiva efficacia delle misure attuate dai governi di tutto il mondo, sempre che la tutela della salute sia effettivamente il vero obbiettivo.

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