in

Cina, la dittatura del Green pass. Ecco perché (in Italia) non lo hanno abolito e non intendono farlo

Pubblicato il 14/06/2022 21:33 - Aggiornato il 14/06/2022 21:41

Centinaia di titolari di conti correnti bancari nella Cina centrale hanno organizzato un corteo di protesta a causa dell’impossibilità di accedere ai loro fondi congelati. In barba al più che legittimo malcontento, le autorità hanno sventato la manifestazione rendendo “rosse” le loro app di codici sanitari. Una vera e propria dittatura sanitaria quella che viene messa in atto nella terra di Xi Jinping.
(Continua a leggere dopo al foto)

Conti congelati

Secondo quanto riferito a Reuters, i depositanti stavano pianificando di recarsi, questa settimana, nella provincia centrale dell’Henan. Sarebbero partiti da tutta la Cina per protestare contro un blocco di quasi due mesi sull’accesso ad almeno 178 milioni di dollari di depositi. Il congelamento dei conti ha provocato gravi danni sia alle aziende che hai lavoratori, impedendo agli imprenditori di pagare i loro dipendenti e ai privati ​​​​incapaci di accedere ai propri risparmi.
(Continua a leggere dopo al foto)

Sorveglianza Covid usata per la repressione

Diversi gruppi per i diritti umani hanno segnalato un fatto gravissimo: la Cina potrebbe utilizzare la sua vasta infrastruttura di sorveglianza COVID per soffocare il dissenso. Infatti, senza un codice verde sull’app per smartphone, i cittadini si vedono privati dell’accesso ai trasporti pubblici ed a spazi come ristoranti e centri commerciali, nonché il diritto a viaggiare in tutto il Paese. «Ci stanno mettendo le manette digitali», ha dichiarato un titolare di conto corrente della provincia di Sichuan, dopo aver rifiutato di usare il suo nome per paura di ritorsioni del governo. Nessun commento dal governo provinciale dell’Henan, dalla Commissione sanitaria nazionale e dal Ministero della pubblica sicurezza.
(Continua a leggere dopo al foto)

Bloccati i codici sanitari

Il modello del “controllo totale” cinese compie un notevole balzo in avanti. Infatti, dopo i recenti focolai di Covid, alcune regioni della Cina hanno chiesto ai viaggiatori di registrare i loro piani di viaggio online. Liu, un residente della provincia di Hubei, ha fatto la prima amara scoperta: il suo codice sanitario è diventato rosso la mattina del 12 giugno, dopo che lo stesso si era registrato il giorno prima per recarsi nell’Henan. Liu voleva aderire alla protesta prevista per lunedì nella capitale della provincia dell’Henan, Zhengzhou, dove sperava di riavere i suoi soldi, ma è andata male. Inoltre, ha detto che suo figlio potrebbe non essere in grado di andare a scuola se il suo codice non tornerà presto al verde.
(Continua a leggere dopo al foto)

Il modello (dittatura) cinese

Ma non è tutto. Più di 200 titolari di conto corrente sono stati bloccati con modalità simili, quando i loro codici sanitari sono diventati rossi, secondo quanto si apprende dai membri di un gruppo WeChat. Insomma, stiamo assistendo alla vera manifestazione pratica del lato più oscuro del famigerato “modello cinese”, tanto caro anche all’Unione Europea.

Potrebbe interessarti anche: Muore al pronto soccorso dopo 7 ore di attesa in “codice verde”. Continuano le stragi da malasanità

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

Muore al pronto soccorso dopo 7 ore di attesa in “codice verde”. Continuano le stragi da malasanità

La Russia taglia del 40% i flussi di gas all’Europa: Ue e Italia totalmente impreparate. Le conseguenze choc