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Un governo targato Bankitalia: chi sono i fedelissimi di Draghi pronti a entrare nella squadra

Incassata anche la definitiva benedizione del Movimento Cinque Stelle, Mario Draghi procede spedito lungo il sentiero che lo porterà nelle prossime ore a Palazzo Chigi. Nascondendo ancora agli occhi di tutti la squadra del suo nuovo governo, avvolta ancora da una fitta nebbia che sta creando più di qualche mal di testa agli esponenti dei vari partiti, quelli che si sono affrettati a giurare fedeltà assoluta all’uomo protagonista della svendita dell’Italia. Chi farà parte, alla fine, del team dell’ex presidente Bce? Il totoministri continua a impazzare. Ma nelle ultime ore si guarda con maggiore attenzione dalle parti di Bankitalia.

Due le figure già individuate come uomini di fiducia di Mario Draghi: il direttore generale dell’istituto di via Milano Daniele Franco e Fabio Panetta, membro del comitato esecutivo della Bce. Il primo sembra pronto al grande salto, considerato il più autorevole pretendente alla poltrona del Tesoro al momento occupata da Roberto Gualtieri. Per il secondo, invece, è possibile che non ci siano sorprese all’orizzonte: Draghi lo vorrebbe confermato al suo posto, così da avere un interlocutore privilegiato nella Banca centrale europea. Tutti i principali ministeri economici dovrebbero inoltre essere occupati da tecnici: uno schema che non piace affatto ai leader di partito.

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Alla fine, si tratterà di una squadra con nove politici, meno della metà dei ministeri. Quali? Ogni partito ha espresso delle preferenze, ma dovrà alla fine accontentarsi di piazzare soltanto uno o due dei propri esponenti di punta. Giancarlo Giorgetti, Giulia Bongiorno e Gian Marco Centinaio sono i nomi forti nella Lega, con Salvini che non pare intenzionato a pretendere posti al sole. In Forza Italia la rosa è composta da Mariastella Gelmini, Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, mentre i Cinque Stelle puntano su Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli.

Il Pd rischia di veder deflagrare una piccola guerra interna, con Dario Franceschini favorito su tutti e, alle sue spalle, Andre Orlando e Lorenzo Guerini entrambi a caccia di un ministero di peso. Due, invece, dovrebbero essere le riconferme: Luciana Lamorgese agli Interni e Roberto Speranza alla Salute. Rischia, invece, il commissario dei commissari, quel Domenico Arcuri al quale il Conte bis aveva continuato ad affidare incarichi su incarichi. Dopo i mille flop, Draghi potrebbe optare per la sostituzione, anche per dare un segnale di maggiore discontinuità rispetto al passato.

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