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Fca, Facebook, Google e non solo: quanto ha recuperato finora il Fisco e chi sta colpendo

Kering, Ubs, Apple, Mediolanum, Facebook, Google, Amazon. E adesso anche Fca. L’agenzia delle Entrate negli ultimi anni sta finalmente colpendo e compiendo verifiche e controlli su quei big (del web e non solo) che ottengono i ricavi in Italia anche se fatturati da controllate in altri Paesi con fiscalità di maggior vantaggio. Un’evasione a tutti gli effetti. L’attività di agenzia delle Entrate, Procure (in particolar modo quella di Milano) e Guardia di Finanza ha portato a ottimi risultati. Attraverso i quali il Fisco ha recuperato complessivamente circa 2,2 miliardi di euro.

Come spiega oggi Il Sole 24 Ore, i dati sulle entrate tributarie dei primi sette mesi del 2019 hanno evidenziato un forte aumento alla voce accertamento e controllo. “Utili generati in Italia che vengono trasferiti ad altre società straniere per usufruire di una tassazione più favorevole. Questo si accompagna, nel caso dei big del digitale, al tema della stabile organizzazione, cioè la sede fissa delle società straniere in Italia, che è solitamente il presupposto per la tassazione. È evidente che, nel campo del digitale, questo concetto è molto sfumato e rende più difficile la tassazione”.

Quello di Kering rappresenta l’ultimo caso clamoroso, che ha portato grandi vantaggi per il Fisco italiano. “Le contestazioni riguardavano una società svizzera del gruppo, Luxury Goods International (Lgi), alla quale – secondo l’Agenzia – venivano trasferiti proventi in realtà realizzati in Italia da Gucci per sfruttare una tassazione migliore. In sostanza, veniva contestata l’esistenza di una struttura permanente di Lgi in Italia nel periodo 2011-2017: a questa la Gucci spa avrebbe trasferito degli utili. Il gruppo a maggio dello scorso anno si è impegnato a versare 1,25 miliardi di euro: 897 milioni di euro di tasse, cui si aggiungono multe e interessi.

A luglio di quest’anno il Fisco ha definito un altro importante accordo con Ubs. Il gruppo bancario svizzero ha chiuso il contenzioso con l’Italia per evasione fiscale con un accordo da 101 milioni di euro. A dicembre del 2018 c’è stato, poi, un doppio accordo tra il Gruppo Mediolanum e l’agenzia delle Entrate, che ha portato il pagamento di circa 79 milioni di euro per sanare contestazioni sui rapporti con due controllate: 72 relativi all’irlandese Mediolanum international funds limited e 7 relativi alla lussemburghese Gamax management AG.

C’è, poi, tutto il filone dei colossi del digitale. Scrive Il Sole: “Da loro, nel corso degli ultimi anni, l’agenzia delle Entrate ha recuperato, con diverse operazioni, una cifra vicina al miliardo di euro. A partire da Facebook, con cui si è arrivati al pagamento di oltre 100 milioni di euro. A fine 2017 Amazon ha firmato con le Entrate un accertamento con adesione dal valore di 100 milioni di euro. Nel 2017 anche Google aveva aderito ai rilievi del Fisco italiano, per oltre 306 milioni di euro. Alla fine del 2015, infine, Apple ha pagato al Fisco italiano un importo pari a 318 milioni di euro”. E ora Fca.

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