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“Il virus dell’indifferenza.” Il malore improvviso e quei 40 interminabili minuti: “Le auto mi scansavano”

Pubblicato il 20/12/2023 21:24 - Aggiornato il 20/12/2023 21:26

C’è un virus là fuori, questo sì che è letale: si chiama indifferenza. Sfrenato individualismo, narcisismo o assenza di empatia, sono tutte concause della suddetta indifferenza e sono la cifra dei tempi odierni. Abbiamo approcciato la notizia che stiamo per raccontarvi in questi termini sociologici perché non sappiamo, altrimenti, come spiegare e spiegarci quel che è accaduto a Massimo D., un giovane di Pasiano, in provincia di Pordenone. Dapprima è stato colto da “malore improvviso”, la formula in uso per celare una abnorme crescita, dal 2021 ad oggi, di arresti cardiaci e malesseri imprevedibili, ma in questo caso senza conseguenze drammatiche. Il dramma è ciò che è accaduto dopo: a seguito del malore di cui dicevamo, una brutta caduta in strada per il giovane che percorreva a piedi via Visinale Centro. Ebbene, è rimasto così, immobile per strada, con le macchine che lo scansavano come fosse un ostacolo, senza che, per lunghi e interminabili 40 minuti – ripetiamo, 40 minuti –, nessuno gli prestasse soccorso. (Continua a leggere dopo la foto)
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malore 40 minuti schivato auto
Foto: mappa della strada in cui si sono verificati i fatti

Il racconto sui social

E dire che Pasiano conta 7.789 abitanti, per cui ci si sarebbe aspettati una comunità più coesa, una maggiore prossimità. Invece, racconta il protagonista di questa disavventura sulla sua pagina Facebook “Orso Buono Max”, veniva essenzialmente schivato dalle auto in marcia. Ecco un primo, breve ma assai significativo, estratto: “Voglio salutare tutti gli automobilisti che, intorno alle 17 di lunedì 18 dicembre, mi hanno letteralmente scansato, passando oltre la mia persona e il mio cucciolo in via Visinale Centro”. Infatti, mentre l’amico che era con lui si era allontanato per prendere la propria auto e riportarlo a casa, come leggiamo su Il Messaggero, Massimo D. rimaneva steso sulla strada, dolorante e, soprattutto, impossibilitato a muoversi. (Continua a leggere dopo la foto)
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Finalmente qualcuno si ferma (dopo 40 minuti)

Almeno, nel caso di cui abbiamo scritto appena ieri, avvenuto fuori gli studi de La7, la signora immobilizzata a terra dopo un incidente (che pure ha dovuto attendere oltre due ore perché si liberasse una ambulanza per lei) aveva il conforto di un giornalista, dei vigili e dei passanti. Qua, invece, nulla. Sino a che, finalmente, dopo 40 minuti circa, uno di quegli automobilisti che schivavano il povero Massimo come fosse una buca nella strada, realizzato che forse quel ragazzo meritava un soccorso, è tornato sui suoi passi. Sempre questa stessa persona, come è ancora scritto nel racconto che Massimo D. ha affidato ai social, “è arrivata come per miracolo una seconda volta, ritrovando il cellulare che avevo smarrito in seguito al malore“.

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