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Luce e gas, “mercato libero”: ecco di chi è la colpa. “Rincari fino al 25%”

Pubblicato il 29/11/2023 10:50
mercato libero Gentiloni Draghi

Come al solito, bisogna allargare la prospettiva per analizzare bene le cose. Parliamo del passaggio dal mercato tutelato a quello libero, ennesimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione, con la sinistra che imputa al governo Meloni tutto il male che questa operazione porta con sé. Ma stanno davvero così le cose? Se il M5S mette in guardia le famiglie italiane coinvolte in questo passaggio parlando di “furia cieca” del governo, il Pd la ribattezza direttamente “tassa Meloni”. Val la pena ricordare, quindi, che è stato Gentiloni nel 2017 – come puntualizza Sandro Iacometti su Libero – a far scattare la tagliola. Di più. La fine del mercato tutelato dell’energia è prevista da una norma della legge Concorrenza del 2022. Chi c’era al governo? Draghi, insieme al Pd. E questo era un obiettivo inserito per il conseguimento della terza rata del Pnrr. (Continua a leggere dopo la foto)
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Il governo Meloni quell’obiettivo l’ha dunque trovato già raggiunto. Perché il M5S, il Pd e compagnia cantante non hanno portato avanti questa battaglia mentre la votavano? Tutto parte dal lontano 4 agosto 2017, con la legge n. 124: presidente del consiglio Paolo Gentiloni, del Pd. La fine del servizio di maggior tutela per le bollette doveva finire dunque nel giugno 2018, ma vista già l’emorragia elettorale il Pd decise di rimandare la palla ai successori. I gialloverdi e i giallorossi hanno poi fatto lo stesso. Ed ecco dunque la patata bollente in mano a Mario Draghi. La riforma viene allora inserita nel Pnrr, assecondando le richieste dell’Ue. Detto questo: è davvero così drammatico il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero? Avevamo già spiegato in un precedente articolo come muoversi per fare la scelta migliore, ora precisiamo alcuni punti in più per smarcare gli italiani da questo nuovo spauracchio. (Continua a leggere dopo il video)

Diamo un dato: su 30 milioni di utenti, circa 20 sono già nel mercato libero. Quindi così male non è. Se la liberalizzazione dell’energia dovesse seguire la strada di altri settori come la telefonia o i treni, dove la concorrenza ha prodotto forti cali dei prezzi, allora tanto di guadagnato. Per far capire come la maternità di tutto questo non sia della Meloni, basta senitre cosa ha detto a proposito Salvini: “Conto che con il dialogo si riesca a rimediare a un errore che ci siamo trovati sul tavolo”. E dunque ora si ragiona sul rimodulare la tempistica per dar modo agli italiani di capirci qualcosa di più. Intanto il consiglio è quello di iniziare ad informarsi e capire come funziona e come si potrebbe risparmiare. Dopo mesi di sostanziale stabilità dei prezzi, infatti, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha reso noto un aumento del +18,6% per i clienti ancora in regime di tutela, ma la forbice potrebbe arrivare fino al 25%.

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