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La grande cuccagna della Tav: ecco i gruppi finanziari davvero interessati all’opera

Più che un’opera pubblica, la Tav è una grande cuccagna, un affare per chiunque sia già entrato o stia tentando di entrare nel giro dei ricchi appalti. Basta dare una rapida occhiata alle società coinvolte per rendersi conto degli interessi che gravitano intorno all’ormai famigerata Torino-Lione, ancora oggi argomento di dibattito feroce. Tra gli interessati, le francesi Spie Batignolles ed Eiffage, entrambe già al lavoro per il tunnel esplorativo di San Martin la Porte in consorzio con le italiane Cmc Ravenna, Cogeis e Ghella Spa.

Spie Batignolles è, nello specifico, un gruppo francese delle costruzioni il cui capitale azionario è fondamentalmente in mano a manager e dipendenti. Il pacchetto di maggioranza relativa, 37,55%, è stato recentemente acquistato da un gruppo di investitori di cui fanno parte Emz Partners, Tikehau Capital, Societe Generale e Socadif. La prima è una società di investimento transalpina con partecipazioni in Europa nel settore della chimica, dei media, del lusso, della trasformazione dell’acciaio e delle analisi cliniche.

Tikehau Capital è una seconda società d’investimento controllata da fondi tra i quali spiccano Fonds strategique de participations (controllato a sua volta da una serie di banche e assicurazioni come Bnp Paribas, Credit Agricole, Societe Generale, Cnp Assurance, Groupama) e Temasek (fondo d’investimento dello Stato di Singapore). Societe Generale è tra le più note banche francesci, presieduta dall’italiano Lorenzo Bini Smaghi. Socadif, infine, è una società d’investimento di Credit Agricole.

Anche per Eiffage parliamo di una società francese di costruzioni il cui capitale è fondamentalmente in mano a manager e dipendenti. Spicca il maggior azionista singolo che è il fondo americano BlacRock, tra gli asset manager più ricchi al mondo, con decine di miliardi di euro di masse gestite.

Se invece andiamo a buttare un occhio nel consorzio di società che hanno lavorato al tunnel esplorativo de La Maddalena constatiamo che, con le solite italiane Cmc Ravenna e Cogeis, c’è un colosso delle costruzioni che si chiama Strabag. Guardando la composizione della compagine azionaria, ecco saltar fuori la famiglia austriaca Haselsteiner, il cui patron è inseguito in Italia dal fisco che gli contesta un’evasione di 8 milioni di euro.

Cmc di Ravenna è orse è la società più nota, visto che si tratta di un colosso delle costruzioni aderente alle cooperative rosse di Legacoop. Storicamente vicina alla sinistra, è stata associata spesso negli ultimi anni a Matteo Renzi, affidata dopo un periodo di difficoltà al risanatore Domenico Livio Trombone, commercialista, modenese d’adozione, entrato nel Cda dell’Eni sotto l’ex premier. Trombone è anche presidente del Consorzio CCC, che recentemente ha affittato il ramo d’azienda che si occupa dei lavori al Consorzio Integra, di cui la stessa Cmc fa parte.

Negli anni scorsi CCC ha assegnato una consulenza di 150 mila euro a Emanuele Boschi, fratello dell’ex ministro Maria Elena. Risulta anche un’altra consulenza (ammontare ignoto) allo studio BL, i cui titolari sono Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd, Federico Lovadina, ex consigliere di amministrazione di Fs, e ancora Emanuele Boschi (tutti e tre molto vicini a Renzi). Un quadro, quello degli interessi che gravitano intorno alla Tav, decisamente diverso rispetto a quanto molti italiani potrebbero aspettarsi.

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