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Decreto ingiuntivo senza il giudice: perché è una follia e chi ci rimette

Potrebbe essere introdotta una norma che ha più di una criticità. Presto in aula, infatti, arriverà il ddl n. 755, che è all’esame della commissione giustizia. Lo scopo del decreto è quello di semplificare il procedimento monitorio, consentendo l’emissione del decreto ingiuntivo senza l’intervento del giudice. Con questa innovazione, si vuole sgravare il giudice dalla verifica preventiva dei presupposti del decreto ingiuntivo prima di procedere alla sua emissione in base a una formula che, di fatto, è già predisposta dal legale in calce al ricorso.

Verifica che, nel progetto del disegno di legge passerebbe quindi all’avvocato, il quale avrà così il compito di emettere un atto di ingiunzione di pagamento con cui ordina all’altra parte di pagare l’importo dovuto entro venti giorni.

Dunque: decreti ingiuntivi emanati direttamente dagli avvocati dei creditori, senza necessità dell’intervento del giudice. È quanto prevede il disegno di legge presentato da Andrea Ostellari, senatore della Lega nonché presidente della Commissione di Giustizia di Palazzo Madama. La proposta recante salta, in sostanza, un passaggio in merito all’emanazione del decreto ingiuntivo.

A parere del primo firmatario del ddl, i vantaggi sarebbero, innanzitutto, di carattere economico; l’altro vantaggio sarebbe l’enorme risparmio di tempo che si avrebbe saltando un passaggio. Ma i punti a sfavore sembrano essere assai maggiori rispetto a quelli positivi.

Il problema di fondo è che un conto è il caso di un lavoratore non pagato che è creditore e si prende quanto gli spetta dal datore di lavoro in 15 giorni circa, mentre oggi ci vogliono tre mesi.

Un conto è il caso di un cittadino meno abbiente, che ha comprato il frigorifero nuovo e che si ritrova un decreto ingiuntivo perché non ha pagato una rata.

Va da sé che il parere del giudice serve proprio a discernere, a valutare caso per caso se tutelare il creditore o il debitore. Mettendo invece tutto in mano all’avvocato, pagato per far avere i soldi al creditore, è chiaro che il debitore, chiunque esso sia, ci rimetterà sempre.

Infine, va detto anche che questo tipo di procedura rischia di violare il principio del giusto processo.

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